Francia e Grecia alle elezioni con svolta a sinistra nell’elettorato...
Nella foto la gioia di Alexis Tsipras in Grecia:

Ha 37 anni, è ingegnere civile, e si trova alla guida della Sinistra Radicale greca dal 2008.
È Alexis Tsipras, il vero vincitore della tornata elettorale ellenica. Il suo SYRIZA è davanti nientemeno che ai socialisti del Pasok.
In tre anni è passato dal 5 a oltre il 16 per cento dei voti. Come se da noi, per fare un esempio, avessimo la Federazione della Sinistra davanti al PD.
“Il nostro primo compito in questo momento – ha affermato dopo l’esito elettorale – è onorare il mandato che ci è stato dato dalla gente, ovvero fare tutto quello che è nelle nostre possibilità perché il Paese abbia un governo che rinneghi gli accordi per il salvataggio e cancelli le misure di austerità”.
Jean-Luc Melenchon della Sinistra Unita francese ha messo la scheda nell’urna a Parigi ricordando che al secondo turno «si vota per eliminare» il candidato che non si vuole vedere all’Eliseo. Nel suo caso, l’«eliminato» sarebbe Sarkozy. Così è stato. Dichiarazione di buon auspicio che partiva dall’ottimo 11% che la Sinistra si era conquistata dopo anni nelle retrovie, frammentata e litigiosa quasi come in Italia.
Certo da noi la situazione non è paragonabile a quella francese ne tanto meno a quella greca...soprattutto perché per ora la brezza elettorale viene tenuta a debita distanza soprattutto dai media, intenti ancora a prostrarsi davanti al governo tecnico, con l’aggiunta di tecnici...
E’ vero però, e questo é riscontrabile in ogni luogo di lavoro ma non solo, che la base sarebbe pronta a prendere spunto da indicazioni serie e unitarie, che potrebbero arrivare da qualche illuminato gruppo con l’intenzione di lasciare alle spalle i settarismi e i personalismi per avanzare verso un definitivo allontanamento dalle politiche di berlusconiana memoria o di attualità alla Monti. Non è possibile che il futuro del Paese sia nelle mani di quegli stessi interessi che lo hanno affossato tanto, culturalmente, economicamente, socialmente ed eticamente. E’ necessario che si guardi anche qui a quello che può unire, come le manifestazioni in solidarietà con la FIOM. E’ ora che si capisca e si faccia opera di autocritica sulle valutazioni "da primi della classe" per anni lanciate, sempre per esempio, contro a quelle realtà macro-regionali che cercavano di uscire dal giogo del liberismo. Proprio Jean-Luc Melenchon ha iniziato a mettere in luce i risultati ottenuti dal cono sudamericano unito verso il Socialismo del Nuovo Millennio nel contrasto delle politiche di affossamento operate dal Fondo Monetario Internazionale. Qui da noi a sinistra, abbiamo ancora dei politici che citano il Venezuela come una repubblica con il caudillo da operetta. Basterebbe interessarsi sulla reale continua sconfitta delle mafie nelle favelas in Brasile, sull’espansione incredibile della scolarità in Bolivia, in Venezuela, in Nicaragua e non solo; della diminuzione, lenta ma continua, degli episodi di machismo violento proprio a cominciare dalle scuole e in tutto il sub continente. Ci sono Paesi dove il concetto delle Quote Rosa non sarebbe neppure capito, come a Cuba dove le donne nel Parlamento sono oltre il 42% dei deputati, contro il 18% scarso dell’Italia...
Forse con un tantino di umiltà, voglia di imparare e protagonismo personale uguale a zero, qualcosa è possibile costruire anche in Italia. Per ora basterebbe guardare bene per capire come hanno fatto i francesi e i greci, mica i marziani del sud America.
Lito.