Associazione non uno di meno
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La festa nazionale della Repubblica ricorda una data importante per l’Italia: il 2 giugno 1946. Quel giorno i cittadini e per la prima volta nella nostra storia le cittadine furono chiamati non solo a scegliere fra repubblica o monarchia, ma anche ad eleggere i componenti dell’Assemblea costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale. Ogni 2 giugno, quindi, quando celebriamo la Festa della Repubblica, festeggiamo anche le origini della nostra Costituzione repubblicana, i cui principi fondamentali, improntati alla libertà e all’uguaglianza, sono enunciati nei primi dodici articoli, in uno dei quali, l’undicesimo, si ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Perché, allora, dovremmo festeggiare la festa del 2 giugno con le parate militari, la sfilata della armi, la mostra degli ordigni bellici? I militari celebrano già la loro festa il 4 novembre. La parata militare in occasione della Festa della Repubblica non è che una vacua esibizione di forza, imprime un marchio militarista e nazionalista su una Repubblica che ripudia la guerra, banalizza e svuota di senso i valori fondativi della Costituzione. Costituisce inoltre uno spreco insensato di denaro nel momento in cui si chiedono sacrifici soprattutto a chi meno è colpevole del disastro economico in cui ci troviamo. Noi crediamo che la Festa della Repubblica debba invece celebrare l’Italia che “ripudia la guerra”, l’Italia che riconosce i diritti inviolabili di tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali e personali. L’origine stessa della nostra Costituzione, che come disse Piero Calamandrei, è da ricercarsi “dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità», oltre ad essere per noi motivo di orgoglio, dovrebbe costituire anche uno stimolo a riprendere idealmente il testimone che ci hanno lasciato quegli Italiani morti per la libertà e la dignità. La Festa della Repubblica dovrebbe per questo essere una giornata in cui le Italiane e gli Italiani riflettono sui principi fondamentali della Costituzione repubblicana e ne promuovono l’attuazione concreta, nella continuità con la bella politica, intesa come l’amministrazione della "polis" per il bene di tutti, di cui hanno dato prova i padri costituenti. A Lei, Signor Presidente della Repubblica, chiediamo per questi motivi di abolire la parata militare del 2 giugno, nell’adesione al senso e ai principi autentici della Festa della Repubblica. Ovada, 2 maggio 2012

Centro per la Pace e la Nonviolenza “Rachel Corrie” Piazza Cereseto 7, 15076 Ovada (Al) tel. 0143 835206 www.centropacecorrie.it e-mail:segreteria@centropacecorrie.it

Proponiamo qui un’immagine della pacifista uccisa crudelmente in Palestina il cui ricordo si accomuna a quello di Arrigoni.