“Fissate la data dello sciopero generale”. La Fiom, riunita nella due giorni di assemblea nazionale, stavolta prende di petto la Cgil. E gli ricorda, senza troppi complimenti, che a decidere per l’offensiva generale era stato lo stesso Comitato direttivo nazionale. Fermarsi all’iniziativa del 2 giugno, come programmato da Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, sarebbe, quindi, mettere in discussione una decisione già presa.
Nel documento, presentato dal segretario generale Maurizio Landini e approvato con 382 voti a favore, si fa una analisi molto articolata e precisa della fase politica e sindacale e si sottolinea che se non viene fermata seriamente l’offensiva della Fiat c’è il rischio che salti lo stesso accordo del 28 giugno. Il documento di Landini (oltre a soffermarsi sul tema della difesa del contratto e della rappresentanza in fabbrica, ponendo “alla Cgil un problema di credibilità e di esigibilità degli accordi interconfederali in materia di rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro”) ribadisce il no alla riforma del Lavoro, “inaccettabile”, anche nel testo in discussione in Parlamento. E “dà mandato alla segreteria nazionale Fiom-Cgil di proclamare iniziative di mobilitazione necessarie a modificare la controriforma del mercato del lavoro e delle pensioni in rapporto al percorso parlamentare e per la riconquista del Ccnl e della democrazia nei posti di lavoro”.
“La Fiom è impegnata – conclude il documento - per la riuscita dell’iniziativa del 20 maggio 2012 a Firenze per la difesa e l’estensione dello Statuto dei lavoratori, la riunificazione dei diritti nel lavoro e il superamento della precarietà. Infine l’Assemblea condivide la proposta avanzata dalla Segreteria nazionale di realizzare una iniziativa di confronto con le forze e i movimenti politici sulle questioni del lavoro, della democrazia, dei diritti e di un nuovo modello sociale e di sviluppo ambientalmente sostenibile”.