L’Italia è un paese in ritardo su tutto, anche sulla sQuola!

Il Consiglio Nazionale Universitario lancia l’allarme sullo stato dell’Università Italiana. Tra i problemi sollevati il finanziamento al sistema universitario e alla ricerca e la formazione universitaria e post-laurea.

L’Italia è un paese in ritardo su tutto: investe solo l’1% del suo PIL nel sistema universitario, vanta sempre meno laureati (siamo al 34° posto su 36 Paesi considerati), sempre meno borse di studio. La ricerca non si finanzia più: ci sono circa 4 ricercatori per 1.000 persone occupate, il 50% dei dottorandi nell’ultimo anno ha seguito i corsi pur non usufruendo di borsa, e i tagli economici dell’ultimo periodo non potranno che aggravare la condizione dell’Università e la Ricerca italiana rispetto a quelle dei principali paesi europei.

Il contributo pubblico si riduce di anno in anno e questo influisce non soltanto sulla capacità di sostenere le spese correnti, ma anche sulla conservazione e valorizzazione dell’intero patrimonio del sistema universitario.

Dunque, meno studenti, meno risorse, meno diritto allo studio e di contro molte molestie burocratiche.

Si consolida così sempre di più il rischio di un incremento dell’emigrazione intellettuale delle giovani generazioni, sia per la possibilità reale che hanno di ottenere significativi contratti di ricerca in molti Atenei stranieri, sia per la retribuzione che per molti è del 50-70% in più di quanto avrebbero percepito in Italia.

Questa pessima gestione sta bruciando i nostri talenti e dequalificando la nostra offerta formativa. Il documento CUN conferma quanto da anni sta denunciando la FLC CGIL.

Sono emergenze che, se non affrontante immediatamente, possono portare l’Italia verso un processo irreversibile. È responsabilità di tutti che questo non accada.

02 022013


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Data ultima modifica: 27 gennaio 2016