APPELLO dal mondo della filosofia del diritto NO alla proposta di riforma costituzionale

Siamo docenti, ricercatori e ricercatrici universitari di Filosofia del diritto, Sociologia del diritto e Informatica giuridica, che esprimono diverse impostazioni teoriche e differenti orientamenti politici.

Ci accomuna una forte preoccupazione per la riforma costituzionale che il 4 dicembre sarà sottoposta a referendum, per i modi in cui è stata elaborata in Parlamento, per i contenuti che essa propone, nonché per gli scenari che si aprirebbero se fosse confermata dagli elettori.

L’attuale Parlamento è stato eletto in base a una legge largamente incostituzionale (sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale); ed è del tutto improprio che si sia attribuito addirittura un ruolo costituente, arrivando a modificare 47 articoli della Carta su 139. In un unico quesito, peraltro, confluiscono questioni, interrogativi e soluzioni fra loro molto diversi e non sempre di facile comprensione, da accettare o rifiutare in blocco.

I contenuti della riforma sono preoccupanti. Contrariamente a quanto molti ritengono, nel sistema italiano il governo esercita già un’influenza pervasiva nel processo legislativo, utilizzando ampiamente gli strumenti della decretazione d’urgenza, delle leggi-delega, della questione di fiducia, tanto che più dei 4/5 delle leggi approvate sono di iniziativa governativa.

Questi poteri non vengono in alcun modo limitati, e se ne aggiungono ulteriori, a cominciare dalla corsia preferenziale per le leggi che il governo indica come essenziali per l’attuazione del suo programma (art. 72) e dalla possibilità di invocare l’“interesse nazionale” per le materie di competenza delle Regioni (art. 117). Ciò rischia di condurre a una forte riduzione delle autonomie territoriali, della partecipazione e del pluralismo sociale.

In questo contesto, altro dato a nostro avviso assai preoccupante, non vengono rafforzati i contrappesi costituzionali. Al contrario, la riduzione del Senato ad una rappresentanza non più eletta direttamente dai cittadini indebolirà il ruolo del Parlamento, con dirette ricadute sull’elezione del Presidente della Repubblica e dei membri della Corte Costituzionale.

Inoltre, tutto ciò che la riforma prevede in termini di garanzie (statuto delle opposizioni, leggi di iniziativa popolare, referendum propositivi) è enunciato in modo vago e rimanda a leggi e regolamenti parlamentari successivi, legati alle contingenze politiche del momento.

Infine, la riforma è scritta in modo confuso, a tratti contraddittorio (art. 57), con una pletora di perifrasi e rimandi interni (art. 70) che, oltre a rendere difficile la comprensione del testo perfino a esperti giuristi, ingenererà conflitti di interpretazione.

Temiamo che anche questo sia un sintomo della tendenza a considerare la Costituzione come una carta nel gioco della politica quotidiana, a ritenere che ogni governo sia legittimato a fare la “propria” riforma costituzionale. Se così fosse, sarebbe messo a repentaglio il patrimonio del costituzionalismo contemporaneo, nel quale le costituzioni sono sovraordinate alla legislazione ordinaria e pertanto costituiscono la garanzia dei principi fondamentali dell’ordinamento, dei diritti dei cittadini e delle cittadine.

Per queste ragioni, di metodo e di merito, voteremo NO al referendum del 4 dicembre e invitiamo tutti i cittadini e le cittadine della Repubblica democratica a esprimersi in questo senso.

Adesioni
- Adalgiso Amendola (Univ. di Salerno),
- Luca Baccelli (Univ. di Camerino),
- Mauro Barberis (Univ. di Trieste),
- Barbara Giovanna Bello (Univ. di Milano Statale),
- Ilario Belloni (Univ. di Pisa),
- Lucia Bellucci (Univ. di Milano Statale),
- Francesco Belvisi (Univ. di Modena e Reggio Emilia),
- Giovanni Bisogni (Univ. di Salerno),
- Patrizia Borsellino (Univ. di Milano – Bicocca),
- Alessandra Callegari (Univ. di Ferrara),
- Giuseppe Campesi (Univ. di Bari),
- Thomas Casadei (Univ. di Modena e Reggio Emilia),
- Anna Cavaliere (Univ. di Salerno),
- Fabio Corigliano (Univ. di Trieste),
- Marco Cossutta (Univ. di Trieste),
- Alfredo D’Attorre (Univ. di Salerno),
- Corrado Del Bò (Univ. di Milano Statale),
- Enrico Diciotti (Univ. di Siena),
- Luigi Ferrajoli (Univ. di Roma Tre),
- Isabel Fanlo Cortés (Univ. di Genova),
- Tommaso Gazzolo (Univ. di Sassari),
- Valeria Giordano (Univ. di Salerno),
- Marco Goldoni (Univ. di Glasgow),
- Guido Gorgoni (Univ. di Padova),
- Tommaso Greco (Univ. di Pisa),
- Riccardo Guastini (Univ. di Genova),
- Dario Ippolito (Univ. di Roma Tre),
- Giulio Itzcovich (Univ. di Brescia),
- Massimo La Torre (Univ. di Catanzaro),
- Marina Lalatta (Univ. di Bologna),
- Letizia Mancini (Univ. di Milano Statale),
- Leonardo Marchettoni (Univ. di Parma),
- Costanza Margiotta (Univ. di Padova),
- Valeria Marzocco (Univ. di Napoli Federico II),
- Fabrizio Mastromartino (Univ. di Roma Tre),
- Tecla Mazzarese (Univ. di Brescia),
- Lorenzo Milazzo (Univ. di Pisa),
- Luigi Pannarale (Univ. di Bari),
- Elena Pariotti (Univ. di Padova),
- Paola Parolari (Univ. di Brescia),
- Stefania Pellegrini (Univ. di Bologna),
- Stefano Pietropaoli (Univ. di Salerno),
- Giorgio Pino (Univ. di Palermo),
- Valerio Pocar (Univ. di Milano Bicocca),
- Tamar Pitch (Univ. di Perugia),
- Andrea Porciello (Univ. di Catanzaro),
- Geminello Preterossi (Univ. di Salerno),
- Michele Prospero (Univ. di Roma La Sapienza),
- Ivan Pupolizio (Univ. di Bari),
- Giovanni Battista Ratti (Univ. di Genova),
- Lucia Re (Univ. di Firenze),
- Eligio Resta (Univ. di Roma Tre),
- Francesco Riccobono (Univ. di Napoli Federico II),
- Daniele Ruggiu (Univ. di Padova),
- Filippo Ruschi (Univ. di Firenze),
- Simona Sagnotti (Univ. di Perugia),
- Michele Saporiti (Univ. di Milano Bicocca),
- Alberto Scerbo (Univ. di Catanzaro),
- Alessandra Sciurba (Univ. di Bergamo),
- Anna Simone (Univ. di Roma Tre),
- Francescomaria Tedesco (Univ. di Camerino),
- Persio Tincani (Univ. di Bergamo),
- Antonio Tucci (Univ. di Salerno),
- Vito Velluzzi (Univ. di Milano Statale),
- Massimilano Verga (Univ. di Milano Bicocca),
- Silvia Vida (Univ. di Bologna),
- Annalisa Verza (Univ. di Bologna),
- Vittorio Villa (Univ. di Palermo),
- Silvia Zullo (Univ. di Bologna).

Dalla Rete: MiM Milanoinmovimento.it 1 dicembre 2016 alle 10:09


- visita la pagina iniziale del sito Nonunodimeno e DONA adesso:

www.nonunodimeno.net

- metti MI PIACE sulla pagina facebook:

www.facebook.com/associazionenonunodimeno/

#nonunodimeno

#iovotono

Data ultima modifica: 2 dicembre 2016