I PIU’ LETTI: GIALLO D’AVOLA

Giallo d’Avola - Paolo Di Stefano

Di Stefano prende spunto da un caso giudiziario che si sviluppa tra il 1954 e il 1961 mettendo subito in guardia: «Questo libro si basa sulla lettura di atti giudiziari, su testimonianze orali e su cronache di giornale, ma essendo un romanzo si prende la libertà di usare anche la fantasia».

La mattina del 6 ottobre 1954 scompare nelle campagne di Avola Paolo Gallo, aveva portato le bestie al pascolo, ma di lui viene trovato solo il cappello e macchie di sangue sul terreno. Abita lo stesso casale del fratello Salvatore, mezzadri entrambi, le loro famiglie sono divise da un muro e da una inimicizia profonda. L’incriminazione è facile: la galera pronta per Salvatore e suo figlio Sebastiano, analfabeti e in più confusi. Un legal thriller in terra contadina che intreccia la verità storica con la ricostruzione dello scrittore in una cronaca incalzante.

Un dramma familiare e umano, che ha prodotto una importante revisione normativa del Codice penale per cui oggi è possibile riesaminare una condanna non soltanto quando il fatto non sussiste e il condannato non lo ha commesso, ma anche quando può dimostrare, con nuovi elementi di prova, che "egli non è imputabile o punibile ovvero che il fatto non costituisce reato".

L’autore utilizza la vicenda per raccontare la Sicilia dell’epoca, durante il miracolo economico; una Sicilia segnata da analfabetismo, miseria, disuguaglianze sociali e culturali particolarmente severe.

Questo romanzo vi farà pensare, ragionare, vi farà venire voglia di prendere qualche libro di storia, di leggervi qualche altro romanzo che ci faccia capire come siamo passati da situazioni così arretrate all’Italia che oggi conosciamo, nella quale, tuttavia, realtà del genere esistono ancora.

Il libro di Di Stefano consolida un genere, si potrebbe dire, che nasce dal bisogno di far conoscere fatti di cronaca lontani nel tempo, ma che è importante raccontare alle nuove generazioni.

*Paolo Di Stefano: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Di_Stefano

Buon Anno e buona lettura da NonUnodiMeno


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Data ultima modifica: 1 gennaio 2018