GLI INSEGNANTI MERITANO RISPETTO E RICONOSCENZA DA TUTTI NOI

GLI INSEGNANTI MERITANO RISPETTO E RICONOSCENZA DA TUTTI NOI

Leggete queste poche righe che stanno girando fra i gruppi di insegnanti.

“A tutti quelli che criticano la mancanza di reazione da parte del docente di Lucca, vorrei unicamente far presente che

1) se sbatti fuori il ragazzo, sei ripreso perché è vietato dal regolamento scolastico (sono minori e devono essere sorvegliati)

2) se alzi la voce , puoi essere accusato di abuso di mezzi correttivi e ti prendi pure la sanzione disciplinare

3) se alzi le mani contro il minore, vai direttamente in galera

4) se chiami i collaboratori scolastici, quelli non è detto che ci siano o che possano prontamente venire, perché nella stragrande maggioranza delle scuole sono neanche un paio per piano

5) se chiami le forze dell’ordine, sei un incompetente che " non sa tenere la classe", come se insegnare significasse obbligatoriamente avere capacità circensi.

Sì, circensi, perché di fronte a certi studenti, ti aspetti di avere l’immediato sostegno dei tuoi studenti e non l’approvazione di scimmie ridenti.

Cosa avrei fatto io? Non lo so.

So di essermi trovata in passato più volte sul punto di piangere in classe per la frustrazione, la rabbia, l’impossibilità di reagire. Poi il mio carattere ha preso il sopravvento e, in un modo o nell’altro, sono riuscita a uscirne senza avere abbassato lo sguardo. Stessa dinamica davanti a certi genitori, coi quali il rischio di essere aggredita è stato (e tuttora è) reale.

Nervi saldissimi, ma non è facile

Perché non sta scritto da nessuna parte che questo lavoro debba comportare simili umiliazioni, rischi all’incolumità personale ed esaurimento nervoso dietro l’angolo.

A tutti quelli che commentano contro il docente inadeguato, pochi sanno che la categoria degli insegnanti è la più colpita dal burn out, e più passano gli anni, peggio è.

Questi sono anni in cui la delegittimazione dei docenti è diventata uno sport nazionale, con campagne stampa diffamatorie di cui si stanno raccogliendo i frutti avvelenati.

E allora nulla mi leva dalla testa che, a furia di dire che siamo dei privilegiati, incompetenti, con metodi didattici contestabili (assegna poco/troppo/non sa spiegare/perché quel libro di testo?/perché questo argomento e non quello?) da parte di chi si permette di criticare senza avere nessuna competenza didattica - se non un’antica frequentazione delle aule da studenti, i risultati non possono che essere questi.

Mettici riforme scellerate come la scuola-azienda in cui il cliente ha sempre ragione, pena la riduzione degli iscritti e la conseguente contrazione delle cattedre, e il disastro è servito".

(Prof.ssa Tristana Telesco)

dalla Rete grazie a Elena

Data ultima modifica: 22 aprile 2018