ALTERNANZA Scuola-lavoro: FLC chiede moratoria

Una moratoria per l’alternanza scuola-lavoro: la chiede la Flc Cgil dopo l’ennesimo brutto incidente occorso a uno studente di 17 anni di un istituto tecnico di Pistoia. L’episodio è accaduto durante le ore dedicate a un progetto di Asl in un’officina meccanica di Prato. La conseguenza è stata la perdita della falange di un dito della mano. "Per l’ennesima volta le discussioni sull’utilità dell’alternanza si intrecciano con vicende nelle quali gli studenti sono semplicemente sfruttati in prestazioni gratuite prive di qualsiasi intenzionalità educativa o, addirittura, coinvolti in veri e propri incidenti ’sul lavoro’", si legge in una nota.

"Abbiamo più volte detto – ribadisce la Flc – che l’alternanza è una metodologia didattica, che le ragazze e i ragazzi in alternanza mantengono lo status di studentesse e studenti, che è ineludibile la coerenza dei percorsi con il profilo educativo dell’indirizzo di studio. Le parole però non sono più sufficienti. È necessario prendere atto che l’alternanza così come è stata riordinata dalla legge 107/15 non funziona e adottare le decisioni conseguenti.

Dunque per il sindacato della conoscenza della Cgil occorre "fermare le macchine e analizzare con accuratezza quello che è avvenuto nelle scuole, rinviare l’applicazione delle norme sugli esami di stato e alternanza, coinvolgere le scuole in un processo condiviso di nuova regolamentazione dei percorsi integrati con i contesti esterni alle istituzioni scolastiche".

Quello accaduto, commenta la Cgil Toscana, "non è un caso isolato. Questi gravi episodi testimoniano una mancanza di formazione e una scarsa cultura della prevenzione che caratterizzano non solo i percorsi di Asl, ma più in generale l’intero mondo del lavoro. La sicurezza e la tutela dei lavoratori, nei casi di Asl degli studenti, deve essere messa al primo posto".

“Il progetto di Alternanza Scuola Lavoro – dichiara la Rete degli Studenti Medi di Prato - dovrebbe essere un percorso didattico alternativo, che dovrebbe educare al valore del lavoro. Mettere gli studenti in situazioni rischiose o in condizioni di sostituzione di mano d’opera non fa che accentuare una formazione basata sullo sfruttamento e sulla precarietà”. Emilio Testa, segretario generale della Fiom Cgil di Prato, commenta: “Serve maggiore accortezza, le regole vanno rispettate scrupolosamente e deve essere sempre presente un tutor che segua i ragazzi soprattutto quando si tratta di ambienti e lavori potenzialmente rischiosi. È importante sensibilizzare sia le scuole che le aziende: tutti dobbiamo provare a dare il nostro contributo perché ci siano controlli rigorosissimi”.

Per Mauro Fuso (Cgil Toscana) è “inammissibile e inconcepibile, un fatto gravissimo indipendentemente dall’entità dell’infortunio. Nella Toscana così attenta ai temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le Istituzioni devono ripensare percorsi e formazione dell’alternanza scuola lavoro. Se non si interviene prontamente, e questo vale anche per le imprese e le loro associazioni, ci si arrende all’irresponsabilità e alla teoria degli incidenti".

"Non si tratta mai del caso e soltanto formazione e prevenzione possono favorire una nuova cultura della sicurezza sul lavoro. L’alternativa è aspettare che ci sia il morto e piangere così l’ennesima vittima di un ‘incidente’. Agire subito è indispensabile e la Regione Toscana attraverso i suoi poteri deve farlo prontamente con un intervento diretto, preciso e inequivocabile”, conclude Fuso.

Un articolo su Rassegna.it 14 06 2018


Data ultima modifica: 15 giugno 2018