BRERA PREPARA IL TRASLOCO: in 1400 allo Scalo Farini

Accademia. Approvati i progetti, verso l’accordo con Fs

Si svela il progetto per il campus dell’Accademia di Brera allo Scalo Farini. Ieri sono stati approvati i primi schizzi e nei prossimi giorni verrà firmato il contratto con Fs Sistemi Urbani, adesso che il masterplan complessivo ha superato il vaglio della commissione paesaggio di Palazzo Marino. Secondo le prime indicazioni la scuola sarà sul lato di via Valtellina, circondata dal grande parco che coprirà il 65% dello scalo, e con una struttura a forma di «C». Metà delle due stecche sotto le arcate delle pensiline ferroviarie ospiteranno aule e laboratori (l’altra metà sarà demolita), una palazzina frontale di 4.500 metri quadrati accoglierà gli uffici e i servizi.

Inizialmente l’Accademia entrerà in possesso di 15 mila metri quadrati, nel medio periodo se ne aggiungeranno altri 10 mila di nuova costruzione. «Puntiamo a trasferire entro febbraio, in tempo per l’inaugurazione dell’anno accademico, tutti i 1.400 studenti di viale Marche — dice la presidente Livia Pomodoro —. Il Politecnico sta lavorando con noi, la parte di stecche che ci è stata assegnata è ben conservata ma serve una rapida riconversione per ospitare i ragazzi in spazi finalmente moderni e funzionali».

Il riferimento è agli alunni del dipartimento di Progettazione e arti applicate che da 19 anni sono confinati nei due piani centrali del tecnico Zappa, in locali affittati dalla Città Metropolitana su cui pende peraltro lo sfratto. Più volte sono state denunciate le condizioni precarie: aule troppo piccole e senza attrezzature, bagni in parte inagibili nonostante i frequenti interventi.

Nell’ultima relazione presentata al Consiglio accademico, si ipotizza di utilizzare le Stecche «per collocare le Scuole di Nuove tecnologie, progettazione artistica per l’impresa ed eventualmente Restauro», che è attualmente nelle ex scuderie di Villa Borromeo ad Arcore. Ma Pomodoro va cauta: «Stiamo facendo sondaggi con i professori per capire per quali corsi è prioritario lo spostamento».

Di certo quando si aggiungeranno anche i 10 mila metri quadrati, il campus potrà accogliere altri mille ragazzi, per un totale di 2.500. E quali corsi andranno trasferiti dipenderà anche dalle risorse a disposizione, perché alcuni dipartimenti (ad esempio quello delle Nuove Tecnologie) potrebbero aver bisogno di maggiori investimenti rispetto ad altri.

«È presto per sbilanciarsi sull’entità dei lavori sugli spazi. Completata la fase di progettazione indiremo le gare d’appalto», si limita a dire la presidente dell’istituzione statale che opera sotto l’egida del Miur. Sui finanziamenti un anno fa si era pronunciata in modo netto e molto combattivo: «Cercheremo di avere per lo Scalo Farini i 30 milioni che il Cipe aveva messo a disposizione per riqualificare la caserma Mascheroni», aveva detto (la caserma, dove inizialmente l’Accademia doveva trasferirsi, era di proprietà del Demanio, mentre lo scalo Farini fa capo alle Ferrovie, società per azioni).

Quello che è certo è che anche la Pinacoteca ha bisogno di spazi per il museo, sempre più frequentato. Le aule che affacciano sul cortile d’onore e la ex chiesa di Santa Maria di Brera sono ambite. Ma il progetto della Grande Brera slitta da tantissimi anni, Palazzo Citterio non ha ancora aperto e le due istituzioni che convivono da sempre non hanno mai trovato un accordo definitivo sulla risistemazione dello storico palazzo. Nel 2009 Mario Bellini vinse un bando pubblico per il suo riallestimento, ma di quei quindici faldoni non si sa più nulla. Bisognerà vedere quali spazi libererà l’Accademia, mentre il direttore Franco Marrocco è in uscita.

Il 1° ottobre, intanto, la Pinacoteca presenta il nuovo bar al primo piano (dove c’era il bookshop, nella sala disegnata da Piero Portaluppi) e le nuove due sale dedicate all’800. Per i nuovi allestimenti sono state spostate tra l’altro le preziose collezioni del ’900 Jesi e Vitali, che però — con palazzo Citterio ancora non disponibile — rimangono nascoste.

Un articolo di Elisabetta Andreis- Corriere della sera 25 09 2018


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Data ultima modifica: 17 ottobre 2018