Le vittime di oggi non sono vittime del maltempo ma di abusivismo, condoni edilizi, dissesto idrologico

Sarno nel 1998, Soverato nel 2000, Messina nel 2009, Gran Sasso nel 2017 fino a Casteldaccia, in Sicilia, ieri, sono centinaia e centinaia le persone morte a seguito di alluvioni e frane negli ultimi venti anni. Solo nell’ultima settimana ci sono state 32 vittime.

Per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, quello che sta accadendo è il frutto «di troppi anni di incuria e malinteso ambientalismo da salotto che non ti fanno toccare l’albero nell’alveo» e non dei condoni edilizi, della devastazione ambientale, del consumo di suolo, del dissesto idrogeologico, della mancanza di cura del territorio e dell’incapacità di usare fondi già stanziati.

"Se l’Italia è stata letteralmente allagata dall’abusivismo, se il frammento di territorio più bello e delicato d’Europa è stato consegnato agli orrori edilizi, un contribuito determinante l’ha dato proprio il partito di chi oggi punta il dito contro gli ’ambientalisti da salotto’, che porterebbero sulle spalle loro la colpa di tragedie come quella di Casteldaccia. E anche per questo sarebbe doveroso che chi oggi ha in mano il timone del Paese di fronte a determinati fatti misurasse bene le parole".

"Oggi dovremmo aggiungere il cambiamento climatico che incrementa le perturbazioni a carattere violento, ma quello che è veramente cambiato non sono solo le piogge, è il territorio. Una marea di asfalto e cemento ha seppellito il Belpaese al ritmo folle di almeno 2 metri quadrati al secondo.

In Italia si è costruito dove non si doveva e si è costruito troppo e male, inoltre si è tollerato un abusivismo edilizio che è la vera vergogna nazionale. Così si è creato il rischio di frane e alluvioni dove prima non esisteva".

Un articolo di Angelo Romano - La valigia blu

7 novembre 2018

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