SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’

Elenco delle principali forme di sostegno alla genitorialità, con criteri per accedervi e importi erogati.

Di seguito i principali e significativi sostegni alle famiglie con bambini e studenti. Per ciascuna misura è indicata la tipologia, chi può usufruirne e a quanto ammonta l’erogazione.

ASSEGNI

1 / INPS - Assegno di natalità o Bonus Bebè

È un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018.

Come accedere: L’assegno spetta a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare, a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. In ogni caso, se la domanda è presentata oltre i 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda. L’assegno è corrisposto mensilmente per i nati, adottati o in affido preadottivo nel 2018 per un massimo di 12 mensilità, a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia.

Quanto: la misura dell’assegno dipende dall’ ISEE minorenni del minore per il quale si richiede l’assegno. Con ISEE minorenni inferiore ai 7.000 euro la misura è di 1.920 euro. Con ISEE minorenni compreso tra 7.000 euro e 25.000 euro annui la misura è di 960 euro.

2 / INPS - Assegno di maternità 2018 Comunale

Concesso dal Comune di residenza ma gestito dall’Inps, è un assegno che la madre non lavoratrice può chiedere al proprio Comune di residenza per la nascita del figlio oppure per l’adozione o l’affidamento preadottivo di un minore di età non superiore ai 6 anni. La madre lavoratrice può chiedere l’assegno se non ha diritto all’indennità di maternità dell’Inps oppure alla retribuzione per il periodo di maternità. Se l’importo dell’indennità o della retribuzione è inferiore all’importo dell’assegno, la madre lavoratrice può chiedere al Comune l’assegno in misura ridotta.

Come accedere: L’assegno di maternità spetta a condizione che i redditi ed i patrimoni posseduti dal nucleo familiare della madre al momento della data della domanda di assegno non superino il valore dell’Indicatore della Situazione Economica. La domanda va presentata al comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affido preadottivo. La domanda deve essere presentata al proprio Comune di residenza necessariamente entro sei mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.

Quanto: Un assegno di importo complessivo pari ad euro 1.545,55 in caso di madre non lavoratrice. In caso di madre lavoratrice, l’assegno viene pagato per intero se durante il periodo di maternità non spetta l’indennità di maternità dell’Inps oppure la retribuzione; se l’indennità di maternità dell’Inps oppure la retribuzione sono di importo superiore rispetto all’importo dell’assegno, l’assegno viene pagato per la differenza.

3 / INPS - Assegno di maternità 2018 dello Stato

La differenza tra le due prestazioni è che quella a carico del Comune è un contributo economico pagato dall’INPS per le mamme disoccupate mentre quello a carico dello Stato è per madri naturali e adottive, per padri anche adottivi che siano però lavoratori anche precari.

Come accedere: La richiesta per l’assegno di maternità da parte dello Stato va presentata all’INPS presso la sede di competenza, a seconda della propria residenza, in un periodo che non supera i 6 mesi dal momento della nascita del figlio o dell’ingresso del minore in famiglia, nel caso di adozione.

Quanto: L’importo dell’assegno è rivalutato ogni anno sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo.

4 / INPS - Congedo di maternità/paternità per le lavoratrici e i lavoratori domestici

Quando la lavoratrice domestica è in gravidanza scattano le garanzie a tutela della maternità. Durante il periodo di astensione obbligatoria previsto dalla legge la lavoratrice ha diritto a conservare il posto di lavoro, all’astensione dal lavoro e a un’indennità sostitutiva della retribuzione.

Come accedere: Il congedo di maternità/paternità spetta alle lavoratrici e ai lavoratori domestici. Spetta durante i due mesi precedenti la data presunta del parto o durante i tre mesi dopo il parto, salvo il caso in cui la madre si sia avvalsa della flessibilità. Spetta altresì in caso di adozione o affidamento.

Quanto: Durante il periodo di assenza obbligatoria la lavoratrice ha diritto all’indennità di maternità pagata dall’INPS, pari all’80% della retribuzione giornaliera convenzionale settimanale per le lavoratrici domestiche. Al padre spetta l’indennità pari all’80% della retribuzione giornaliera convenzionale settimanale per i lavoratori domestici. Ai lavoratori domestici spetta inoltre il congedo papà.

La domanda di congedo di maternità/paternità deve essere presentata prima dell’inizio della maternità e mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all’indennità. La lavoratrice è tenuta inoltre a comunicare la data di nascita del figlio e le relative generalità entro 30 giorni dal parto.

BONUS

5 / INPS – Bonus mamma domani o Premio alla Nascita

Corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza.

Come accedere: rivolta alle donne in gravidanza o alle madri per uno dei seguenti eventi verificatisi dal 1° gennaio 2017: compimento del settimo mese di gravidanza, adozione nazionale o internazionale del minore, affidamento preadottivo, parto, anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza. Su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affidamento preadottivo e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento)

Quanto: l’importo dell’assegno è di 800 euro. La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

6 / INPS – Bonus asilo nido

Sostegno al reddito delle famiglie per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati

Come accedere: La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 in possesso dei requisiti richiesti.

Quanto: Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile, parametrando l’importo massimo di 1.000 euro su 11 mensilità, per un importo massimo di 90,91 euro direttamente al beneficiario che ha sostenuto il pagamento, per ogni retta mensile pagata e documentata. Il contributo mensile erogato dall’Istituto non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.

6 / INPS – Bonus sotto forma di supporto presso la propria abitazione

Sostegno del reddito delle famiglie sotto forma di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Come accedere: l bonus per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino, di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

Quanto: Nell’ambito di tale fattispecie l’Istituto eroga il bonus di 1.000 euro in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

7 / Bonus figli a carico 2018

Il bonus figli a carico è la detrazione Irpef che ogni mese lavoratori dipendenti o pensionati percepiscono in busta paga o sul cedolino dell’INPS. Si tratta in pratica di un’agevolazione che consente di ridurre l’importo delle tasse da pagare ma che, a differenza delle altre detrazioni fiscali (come quelle per spese mediche o scolastiche) viene “anticipata” sullo stipendio o sulla pensione mensile.

Come accedere: La detrazione spetta per i figli a carico che nel corso dell’anno hanno conseguito (o si ipotizza conseguiranno) un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Quanto: Il bonus spetta a prescindere dall’età del figlio ma con importi differenti. Per ogni figlio a carico la detrazione base è pari a 950 euro ma per calcolare l’importo bisogna considerare numerosi fattori che riguardano il nucleo familiare

ALTERNATIVA AL CONGEDO PARENTALE (INDENNITÀ)

La successiva misura può essere richiesta in alternativa alle seguenti indennità di congedo parentale:

- Indennità per congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti
- Indennità per congedo di maternità/paternità per lavoratrici e lavoratori dipendenti e per iscritti alla Gestione Separata
- Indennità di maternità/paternità per lavoratrici e lavoratori autonomi
- Indennità per congedo parentale per lavoratrici autonome
- Congedo papà
- Indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti

8 / INPS - Contributo baby sitting o voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting

Per la madre lavoratrice, c’è la possibilità di richiedere, in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting oppure un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi.

Come accedere: Il contributo è rivolto alle lavoratrici dipendenti pubbliche o private, nonché alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335 (comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena). Queste due categorie di lavoratrici si devono trovare, al momento di presentazione della domanda, ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità e non devono aver fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale. Possono inoltre accedere al beneficio le lavoratrici autonome o imprenditrici che abbiano concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità e per le quali non sia decorso un anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore e che abbiano ancora almeno un mese di congedo parentale.

Quanto: L’importo del contributo è di massimo 600 euro mensili. Il contributo è erogato alle lavoratrici dipendenti per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa e con rinuncia alla fruizione del congedo parentale da parte delle lavoratrici stesse. Per le lavoratrici autonome e per le imprenditrici, invece, il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi.

PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO

9 / Fondo sostegno natalità 2018

Per aiutare a sostenere le famiglie con un figlio nato dopo il 1°gennaio 2017 è stato istituito, presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un nuovo fondo denominato «Fondo di sostegno alla natalità» volto a garantire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2017, attraverso il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari

Come accedere: Ai soggetti esercenti la responsabilità genitoriale di bambini nati o adottati a partire dal 1°gennaio 2017 fino al compimento del terzo anno di età del bambino, ovvero entro tre anni dall’adozione, a patto di aver consegnato la certificazione attestante la nascita o l’adozione del proprio figlio.

Quanto: Alle famiglie che aderiscono all’iniziativa, spettano finanziamenti fino a 10.000 euro, a tasso agevolato, da restituire in massimo 7 anni. Su tali prestiti, ci sarà la garanzia dello Stato.

DETRAZIONI

10 / Detrazione delle spese scolastiche

Come accedere: I costi sostenuti vanno indicati all’interno del 730.

Quanto: Per ogni figlio, il contribuente può portare in detrazione il 19% delle spese sostenute per la frequenza di scuole d’infanzia (asili nido sia pubblici che privati), scuole elementari, medie e superiori.

cittadinanzattiva.it 24 10 2018


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Data ultima modifica: 20 dicembre 2018