Convegno "La Scuola Popolare: ieri e oggi"

Si è tenuto lo scorso 12 aprile a Torino presso il Centro Studi Regina Pacis il Convegno "La Scuola Popolare: Ieri e oggi".

Tra i presenti anche una delegazione della nostra Associazione. Ecco l’intervento di Giansandro Barzaghi Presidente NonUnodiMeno.

Carissime/i grazie per il gradito invito che avete voluto rivolgere, tramite la mia persona, all’Associazione NonUnodiMeno. Un Convegno sulla Storia delle Scuole Popolari, di ieri e di oggi, è un evento inusuale e controcorrente nei tempi bui che siamo vivendo.

Condivido perciò la vostra scelta davvero feconda di intrecciare l’analisi storica con la bruciante attualità dell’oggi per trarre dalla memoria la spinta per l’agire.

Vedete nell’ottobre del 2017 con una Camera del Lavoro di Milano gremita all’inverosimile da un migliaio tra docenti e studenti tenemmo il Convegno Nazionale su Don Milani. E lo titolammo appunto “L’attualità dirompente di Don Milani”. Quella fu la conferma di una impostazione a cui vorremmo sempre attenerci: e cioè che la memoria non può mai essere qualcosa di museale, di ridondante e alla fine di controproducente.

La memoria diventa vita se sa proiettare il suo insegnamento nel vivo delle contraddizioni dell’oggi. Diceva Adele Corradi, la maestra di Barbiana: “non crediate che Don Milani sia un fossile da relegare nell’archivio della storia”.

Quei valori espressi dalla Scuola di Barbiana contro una certa cultura dominante di allora, il sancta sanctorum della scuola (Affinati), sono valori tuttora vivi ed universali in quanto non solo sono stati enunciati, ma sono stati praticati attraverso un metodo, una partecipazione, un lavoro collettivo, un pagare di persona. Attraverso l’esempio!!

Barbiana ha assunto il valore di un’immensa e mirabile metafora del tempo nuovo (Padre Balducci): una vera e propria rivoluzione culturale o ancor più – direi - una vera e propria rivoluzione antropologica.

Pertanto siamo molto stimolati a raccontarvi la nostra esperienza di Scuole Popolari NonUnodiMeno – perché quella rivoluzione culturale, quell’analisi sulla Scuola di classe di “Una Lettera ad una Professoressa” stiamo tentando di ricollocarla nella realtà sociale di oggi, dove le diseguaglianze non sono affatto scomparse da allora, ma sono aumentate a dismisura in Italia e nel mondo. Quello che ci manca oggi purtroppo è quella forza dirompente di un pensiero critico, di un’altra visione del mondo, di un nuovo paradigma che ribalti lo stato di cose presenti.

Dunque Milano - Milano dove c’è una storia, dove c’è un filone rosso che inizia nel dopoguerra con le scuole di Rinascita, e che continua negli anni ‘60/70 con le prime Scuole operaie – la mia esperienza nasce proprio lì davanti alla Ercole Marelli con la Comunità di base di Milano 11, dove centinaia e centinaia di lavoratori/trici alla sera, dopo il duro lavoro di una giornata, frequentavano i nostri corsi per conquistare un diploma di 3° media e soprattutto per conquistare la loro dignità. Scuole Operaie che troveranno la loro generalizzazione nelle 150 ore che furono una grande conquista per l’intero movimento operaio.

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Data ultima modifica: 27 aprile 2019