MATURITA’ 2019: Le tracce mancate

"A guardare le tracce di questa Maturità, la prima dei “Duemila”, sembrerebbe che la scuola italiana viva in una “galassia lontana lontana”, sganciata dal presente e dall’attualità del 2019.

Scegliere di proporre Ungaretti, Sciascia, Stajano in un modo così neutro, senza chiedere agli studenti di indagare le connessioni con l’oggi, vuol dire restare eternamente bloccati al secolo scorso e al rigido nozionismo. Eliminare la storia, per ibernare il passato e tenerlo sospeso. Come se sul presente si fosse abbattuto un enorme meteorite. Lo stesso meteorite che evidentemente è precipitato sulle donne, certo, perché delle donne in questa Maturità non vi è nemmeno l’ombra. Come a dire che la letteratura, la storia, anche la resistenza alla mafia, in questo Paese, l’hanno fatta solo ed esclusivamente gli uomini."

E allora come si cresce in un’Italia, in cui si resettano alla Maturità i grandi temi del presente?

Come la violenza sulle donne, contro cui movimenti femministi globali protestano senza sosta, denunciandone il carattere strutturale.

La difesa dell’ambiente, che ha portato nelle piazze italiane migliaia di persone tra docenti e alunni, che proprio nella scuola ha visto la più grande fucina creativa e teorica.

L’antifascismo, che trova piena legittimità nella storia di questo Paese e nella Costituzione del ‘47.

La mafia al Nord, di cui si parla poco e male per polarizzare sempre di più, nel 2019, il nord avanzato e il sud arretrato.

Lo sport, la musica, la trap, i viaggi, tutto quello che interessa, incuriosisce, appassiona la “generazione Z”?

Dov’è finito il tema delle migrazioni, a poche ore dalla Giornata Mondiale del Rifugiato e dalla pubblicazione del rapporto Unhcr, che registra oltre 70 milioni di migranti in fuga nel 2018?

Una Maturità slegata dal presente, dalla storia- intesa come strumento per leggere l’oggi- non è una Maturità, ma solo il tentativo di impedire ai giovani di collegare i puntini neri, di delineare un sentiero che unisca il passato ai giorni nostri. Come invece ha fatto la professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria, sospesa non appena i suoi allievi quel sentiero sono riusciti a delinearlo.

Un articolo di Maria Panariello - Ilpaesesera.it 19 06 2019

Data ultima modifica: 20 giugno 2019