R1PUD1A la guerra

Di fronte all’escalation che minaccia di trascinarci in un conflitto mondiale, dopo che Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran e l’Iran ha reagito bombardando nove Paesi della regione e una base militare a Cipro, il Governo spagnolo ha segnato una strada che l’Europa intera può percorrere : anteporre il diritto internazionale e la protezione delle popolazioni civili all’uso delle armi.

Anche l’Italia può fare lo stesso.

Chiediamo al Governo italiano di :

1. RISPETTARE LA COSTITUZIONE

La nostra Costituzione è chiara : l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. L’Italia deve rifiutare ogni coinvolgimento diretto o indiretto in operazioni militari contro l’Iran.

2. NEGARE L’USO DELLE BASI

Chiediamo che il nostro territorio e le basi militari sul suolo italiano non vengano concessi per operazioni di attacco unilaterale fuori dal diritto internazionale che servirebbero solo a moltiplicare la sofferenza umana e l’instabilità globale.

3. PROMUOVERE UNA DIPLOMAZIA DEI DIRITTI

Condannare il regime iraniano colpevole di una repressione interna feroce è un dovere morale, ma farlo attraverso i bombardamenti è una contraddizione insostenibile. La solidarietà verso chi lotta per la propria libertà non si esercita con il lancio di missili che colpiscono indiscriminatamente gli stessi cittadini che si dichiara di voler proteggere.

4. RIFIUTARE LA RETORICA DEL “REGIME CHANGE” E DELLA “ANTICIPAZIONE STRATEGICA”

Che hanno di fatto legittimato negli ultimi vent’anni interventi militari fuori dalla legalità internazionale, portando instabilità cronica e immani sofferenze ai civili, e che hanno fatto perdere credibilità all’Occidente di fronte al resto del mondo.

5. RISPETTARE LA LEGGE 185/90

Che vieta la vendita di armi a Paesi in guerra, responsabili di violazioni dei diritti umani.

6. ASSUMERE UN RUOLO DI MEDIAZIONE IN EUROPA

L’Italia può collaborare con il governo spagnolo e farsi promotrice di un cessate il fuoco immediato adoperandosi per costruire un fronte comune con gli altri Paesi europei.

La guerra non è un destino inevitabile, è una scelta politica. È tempo che l’Italia dimostri che la politica può e deve essere uno strumento di pace, non di distruzione.

#r1pud1a

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- FIRMA L’appello per le ACCADEMIE della PACE nelle Scuole e Università

L’associazione Nonunodimeno ha lanciato un

appello per realizzare Accademie di Pace nelle Scuole

in cui segnala il fiorire di iniziative a favore della militarizzazione delle scuole, come visite guidate e stage nelle industrie belliche, studio della lingua inglese con Marines, accordo quadro tra l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche e il Comando Militare dell’Esercito per intraprendere la carriera militare.

L’appello ricorda lo spirito della Costituzione Italiana che all’articolo 11 “Ripudia la guerra” e che “educare alla Pace non è buonismo, ma realismo”.

Per saperne di più, vai ai link qui sotto :

- Il Progetto con l’Università Statale di Milano :

- Un sogno che diventa realtà

Data ultima modifica: 8 mars 2026