LA SCUOLA E’ IL BENE PRIMARIO... per Alessandra Kustermann in una intervista

LA SCUOLA E’ IL BENE PRIMARIO. Non sono contraria alle scuole private, ma la scuola pubblica viene prima.

Leggo dalla rassegna stampa di oggi alcune dichiarazioni di Umberto Ambrosoli riguardo il tema scuola pubblica - scuola privata, da cui si evince, come per la sanità, una sua equidistanza fra pubblico e privato.

... Come per la sanità, ribadisco che la mia posizione è differente. E’ necessario, anche nella scuola, un riequilibrio a favore del pubblico.

I contributi alle scuole private, scuole spesso di livello e utili, vanno elargiti solo dopo aver garantito adeguate risorse alle scuole pubbliche. Soprattutto in un momento di sempre maggiore scarsità di risorse.

In particolare sono contraria ai voucher regionali alle famiglie per l’iscrizione dei figli in istituti privati.

Vorrei che tutti noi tenessimo sempre ben presente, e rendessimo nuovamente attuale, l’Articolo 33 della Costituzione Italiana che riporto: "La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ... senza oneri per lo Stato."

In un momento di grande crisi, l’istruzione, la formazione e la cultura, sono gli unici strumenti per garantire ai nostri giovani un futuro.

Bisogna continuare a investire in una istruzione gratuita per tutti e di qualità. Se non lo faremo, non solo creeremo cittadini di serie a e di serie b nel nostro Paese, ma condanneremo i nostri giovani, e quindi l’Italia, alla serie b rispetto al resto del mondo.

Con una competizione internazionale sul lavoro e sulle imprese sempre più forte, e spesso giocata solo al ribasso, la qualità delle risorse umane è l’unica leva per poter competere.

E’ quello che questo Paese ha fatto dal dopo guerra a oggi e che ci ha portato a diventare una delle nazioni più ricche, nonchè una di quelle con il sistema sanitario e scolastico fra i migliori del mondo.

In periodi di crisi si tende a focalizzarsi solo sull’immediato, a ragionare solo in termini di risorse economiche da tagliare.

Un tempo molti di noi avevano un sogno, il sogno di una società che credesse nell’eguaglianza e nell’equità, capace di costruire un futuro di felicità per i propri cittadini, tutti. La crisi ci porta a cedere alla disillusione e ad accettare compromessi sempre più al ribasso. Ma solo chi punta in alto può pensare di farcela, è sempre stato così e continua ad esserlo.

(...)

Alessandra

Data ultima modifica: 1 dicembre 2012