UN’AULA NEL BOSCO

La Natura è maestra, lo sanno anche i bambini. Proprio per questo non c’è luogo più bello per imparare: un’aula nel verde. Tante sono le scuole nel bosco, da Ostia a Lanuvio passando per i Castelli Romani. Ma anche il Trentino ha la sua aula green.

Siamo a Besenello, a pochi chilometri da Trento. Lo scorso martedì, gli alunni delle scuole elementari sono andati a piedi verso l’anfiteatro naturale che presto si trasformerà nella loro aula.

Qui, infatti, i bambini seguiranno alcune lezioni. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo in Trentino.

A Ostia (Roma) esistono già un asilo e da quest’anno anche le elementari. Tuttavia, a differenza delle altre scuole nel bosco, quella di Besenello ospiterà non solo i piccoli ma anche i grandi. Per il mese di maggio, ad esempio, sono stati organizzati i “venerdì dell’aula nel bosco”, tre serate di spettacoli e convegni per inaugurare la nuova aula della scuola elementare di Besenello.

Abbiamo raggiunto uno dei promotori di questa iniziativa, il maestro Pietro Galvagni, che ci ha svelato alcuni dettagli:

maestro Pietro, cosa si fa in un’aula nel bosco?

Ciao a tutti, intanto bisogna arrivarci nell’aula nel bosco, con una camminata di 20 minuti e per di più in salita. Non è una cosa scontata con alunni che in molti casi non ci vanno mai nel bosco. Poi si può fare di tutto, dal giocare agli indiani, al costruire accampamenti, giocare all’uomo preistorico, leggere una fiaba, costruire un muro di rami, raccogliere e classificare foglie, cercare tracce di animali, costruire opere d’arte con cortecce e muschio, sporcarsi le mani...

Com’è nata l’iniziativa?

Già due anni fa, il mio amico Cristian Comperini, sindaco di Besenello, mi parlava di un pezzo di bosco comperato dal Comune e da poter utilizzare a scopi didattici. Si pensava ad un percorso nella natura con segna-piante e punti di osservazione. Poi ho pensato all’aula nel bosco e subito con Cristian siamo andati a cercare il posto adatto in mezzo alla boscaglia. Aggiungiamo un gruppo di colleghi splendidi che hanno sposato subito l’iniziativa, una dirigente, prof.ssa Daniela Depentori, che ci ha lasciato piena libertà dando fiducia a degli insegnanti un po’ “anarchici” e “visionari”, dei genitori entusiasti che, assieme ad altri volontari, si sono messi a lavorare di sabato con badili, picconi, rastrelli e motoseghe, un comitato che raccoglie tutte le associazioni del paese, il comune vicino di Folgaria che ci regala i tronchi di larice per fare le sedute, la ditta Edil 94 che mette a disposizione uno scavatore, la ditta Anzelini Legnami che taglia i tronchi e il forestale Tullio Manzinello per aver realizzato in prima persona un arboreto e un orto botanico adiacenti all’aula nel bosco.

Quante e quali lezioni verranno seguite all’aria aperta?

Durante quest’anno scolastico alcune classi si sono recate nell’aula nel bosco per vedere lo stato di avanzamento dei lavori. Altre ci sono andate con i bastoncini da Nordik Walking, altre a personalizzare un angolo di bosco in vista dell’inaugurazione avvenuta il 10 maggio. Gli alunni di prima ci sono andati con i compagni della scuola materna per cantare e raccogliere foglie, muschio, rami, ecc, per realizzare dei cartelloni e per la costruzione della mappa del percorso scuola-bosco, perché geografia e cartografia sono molto più belle e facili da imparare sul campo e all’aria aperta.

Abbiamo in mente un corso di aggiornamento per gli insegnanti sull’Arte Natura da organizzare a settembre con il MART, il museo d’arte di Rovereto. Alcune classi termineranno l’anno scolastico con una festicciola nell’aula nel bosco. Vogliamo iniziare il prossimo anno scolastico con una festa nel bosco. Tutto è in divenire e, ogni volta che ne parliamo, ci accorgiamo che sono infinite le attività che si potranno fare nell’aula.

Ci sono differenze rispetto ai programmi ministeriali? In che modo “l’aula nel bosco” può sposarsi con la scuola pubblica?

La nostra è una scuola pubblica e i programmi scolastici della Provincia di Trento favoriscono queste iniziative legate fortemente al territorio. Poi tutto sta nel cominciare, nel far capire anche ai colleghi “resistenti” che si può far scuola in un altro modo, senza avere sempre l’assillo delle prove INVALSI, dei programmi rigidi, del correre per arrivare...non si sa bene dove. Gli alunni hanno estremo bisogno di tranquillità, di calma, di camminare piano, di imparare da una maestra come la natura, di ascoltare, dialogare, sognare

Quali sono i vantaggi della scuola nel bosco, sia sotto il profilo didattico che relazionale?

Nel bosco si notano delle cose che non noteresti mai in classe. Si vede l’alunno in difficoltà nel camminare in discesa, quello che non vuole sporcarsi le mani, che ha paura di tutto, lo scalmanato che deve adeguare il passo con quello del gruppo, il leader che può essere propositivo e non impositivo. Eseguire un frottage sulla corteccia di un carpino è molto più utile che studiare l’albero su un libro. Raccogliere un sacchetto di foglie per poi portarle in classe è diverso che guardarle in foto. Scheggiare un pezzo di selce come l’uomo primitivo è entusiasmante. Inoltre si possono trovare dei compiti che valorizzano tutti gli alunni, da quelli con difficoltà di apprendimento a quelli particolarmente interessati e grandi osservatori.

In vista dell’estate, avete in programma delle attività con i bambini dopo la fine delle lezioni? Intanto portiamo a termine i tre venerdì nel bosco che abbiamo organizzato: la proiezione del film “La prima neve” di Andrea Segre, la tavola rotonda “La pedagogia del bosco” e lo spettacolo teatrale “I musicanti di Brema” con la Banda Sociale di Pergine. I tre venerdì nel bosco sono stati organizzati dall’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina e dal comune di Besenello in collaborazione con IPRASE, istituto provinciale che cura la formazione degli insegnanti.

Per adesso stiamo lavorando al corso di aggiornamento ai primi di settembre da svolgersi anche nel bosco e alla festa di inizio anno scolastico, di domenica, aperta a tutte le famiglie. L’aula comunque è un luogo pubblico e alcune associazioni del paese stanno già pensando a delle iniziative. L’associazione Libero Pensiero ha in mente un concerto d’arpa, per esempio.

Com’è stata accolta questa iniziativa dai bambini e dai genitori?

I bambini, manco a dirlo, sono entusiasti. Il posto è magico e lo sentono loro. I genitori sono stati dei volontari eccezionali. L’ultimo sabato prima dell’inaugurazione eravamo in 60 a pulire, raccogliere rami, allargare il santiero, sistemare gli ultimi tronchi. Come sempre l’importante è fare e partire. Il via lo abbiamo dato. Col tempo diminuiranno gli alunni pigri e sempre fermi davanti al pc o ai videogiochi. Diminuiranno pure gli insegnanti restii che hanno paura di restare indietro col programma e anche i genitori paurosi perché non vogliono che i figli si ammalino, si bagnino, si sporchino.

Redazione greenMe.it Giugno 2016


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10 novembre 2017

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