DISPERSIONE SCOLASTICA: costituita la cabina di regia al Miur

Prima ancora di delineare le azioni di prevenzione e di contrasto alla dispersione è necessario conoscere – non con dati campionari – la situazione completa degli abbandoni scolastici: quanti? In quali settori scolastici? In quali territori?

Il Miur dispone di una miniera immensa di dati relativi all’anagrafe degli studenti che ha consentito, tra l’altro, di dar vita recentemente all’open data nel Portale unico dei dati della scuola (statale e paritaria). Quei dati e quelli delle anagrafi regionali e degli enti locali possono consentire di seguire le tracce dei percorsi scolastici e formativi dei nostri ragazzi, di tutti o quasi.

Serve infatti una preventiva conoscenza dell’universo dei nostri ragazzi per disporre di una analisi che può aiutare a quantificare e localizzare il fenomeno degli abbandoni.

Tuttoscuola da circa vent’anni compie un’analisi dell’andamento della scolarità negli istituti statali di istruzione secondaria di II grado. Il monitoraggio prende in considerazione la totalità dei ragazzi frequentanti per anno di corso, per tipo di scuola e per regione, registrando alla fine di ogni quinquennio la quantità di studenti che hanno abbandonato lungo il percorso.

Sulla base dei dati ufficiali del Miur, al termine degli ultimi due quinquenni la quantità di studenti dispersi nella scuola secondaria superiore statale è stata la seguente:

Negli istituti statali un quarto dei nostri ragazzi si disperde. Dove va dopo avere abbandonato?
- Entra nella formazione professionale regionale? Quanti?
- passano negli istituti paritari sperando di trovare il successo scolastico non trovato negli istituti statali? Quanti?

La cabina di regia potrà rispondere a questi interrogativi, prima ancora di delineare le linee operative. Prima conoscere, poi agire.

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Nell’aprire i lavori della cabina di regia sulla dispersione scolastica venerdì scorso, la ministra Fedeli ha dichiarato: “Combattere la povertà educativa è la base per combattere le altre povertà: da lì partono le disuguaglianze, così come le opportunità”.

Il primo impegno è quello di produrre entro luglio documento operativo che consenta di avviare interventi sistemici e di lungo termine, una metodologia d’azione condivisa e partecipata con un forte coinvolgimento dal basso che metta al centro gli studenti, i docenti e le famiglie.

L’indicatore utilizzato a livello europeo per la quantificazione del fenomeno è quello degli early leaving from education and training (ELET) con cui si prende a riferimento la quota dei giovani tra i 18 e i 24 anni d’età con al più il titolo di scuola secondaria di I grado, o una qualifica di durata non superiore ai 2 anni, e non più in formazione.

È stato ricordato che la strategia di miglioramento Europa2020 prevede che l’Italia porti la quota degli abbandoni precoci al 10%.

Nel 2006 questa quota per l’Italia era pari al 20,8%, nel 2015 al 14,7%.

L’iniziativa va ben oltre gli obiettivi della legge 107/2015 Buona Scuola che, forse troppo ottimisticamente, prevedeva di affidare all’autonomia delle scuole il compito di prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica.

Prima ancora degli interventi di prevenzione e contrasto della dispersione da parte delle singole scuole occorrono azioni di sistema e di interazione tra tutti i soggetti istituzionali interessati.

La cabina di regia interistituzionale va in questa direzione e non si può che apprezzarne la sua costituzione con l’auspicio che riesca a individuare le situazioni di abbandono, a individuarne le possibili cause e a fornire linee operative per prevenire e contrastare la dispersione.

www.tuttoscuola.com 14 05 2017


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16 maggio 2017

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