PUGLIA: PRESENTATA L’INDAGINE SULL’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

L’approvazione della tanto discussa “Buona Scuola”, la riforma dell’istruzione targata Governo Renzi, ha portato con sè l’introduzione dell’obbligatorietà dei percorsi di alternanza scuola lavoro per tutti gli studenti delle scuole superiori, con un monte ore di 200 nel triennio per i Licei e 400 per gli istituti tecnici e professionali.

La mancanza delle essenziali misure di regolamentazione dei progetti ha portato le scuole in una condizione di difficoltà e smarrimento, da un lato l’obbligatorietà dei percorsi di asl, dall’altro le difficoltà a garantire a tutti gli studenti percorsi realmente formativi e inclini al percorso di studi degli studenti. Nei peggiori dei casi poi, non solo gli studenti si ritrovano a svolgere attività che per nulla contribuiscono ad arricchire la propria formazione, ma troppo spesso ci imbattiamo in casi di vero e proprio sfruttamento, casi in cui l’alternanza scuola lavoro diviene strumento per fornire manodopera gratuita ad enti ed aziende, nella più completa noncuranza del rispetto dei diritti degli studenti e delle studentesse.

Altrettanto diffusi sono inoltre i casi in cui gli studenti si ritrovano a svolgere l’alternanza in estate, in un contesto quindi del tutto avulso e sconnesso dal proprio percorso curriculare, o gli episodi in cui gli studenti sono tenuti a sostenere ulteriori spese per partecipare ai percorsi di asl (dal trasporto all’acquisto di materiali), che vanno a costituire quindi ulteriori ostacoli per l’accesso all’istruzione di tutti.

SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE

Come Unione degli Studenti Puglia, il sindacato degli studenti attivo e presente nelle scuole della regione, ci siamo trovati fin dall’immediata approvazione della Buona Scuola a fare i conti con i disastri causati dall’alternanza scuola lavoro.

Numerosissime sono state le denunce ricevute, i casi di vero e proprio sfruttamento, e le segnalazioni di mala organizzazione e di percorsi per nulla formativi.

Abbiamo pertanto condotto un’indagine più accurata, con l’obiettivo di avere la cifra delle novità introdotte dalla “nuova” alternanza scuola lavoro targata Renzi-Giannini. I nostri questionari, diffusi sia in forma cartacea che attraverso una piattaforma online, sono stati compilati da circa 2 mila studenti in tutta la Regione.

I due principali ambiti di indagine sono inerenti all’organizzazione del progetto (presenza di tutor, orari e frequenza, ente o azienda coinvolta, attività svolta, coinvolgimento studenti), e secondo le valutazioni e opinioni degli studenti interessati. Su questo piano abbiamo indagato circa la corrispondenza del progetto con l’indirizzo di studi e sulla sottrazione di tempo procurata, su eventuali spese a carico degli studenti e altri diritti negati.

Abbiamo ritenuto particolarmente urgente portare avanti questo tipo di indagine a fronte del cospicuo numero di denunce pervenuteci negli ultimi mesi da studenti di tutta la regione.

I diversi esempi di percorsi di alternanza non inerenti con il percorso formativo, le difficoltà organizzative riscontrate da numerose scuole, così come i casi di alternanza durante i quali gli studenti sono stati sfruttati dalle aziende interessate sono indice della presenza di problemi strutturali all’impianto dell’alternanza scuola-lavoro. [Dopo l’approvazione della 107 e l’introduzione dell’obbligatorietà dell’alternanza, non sono state emesse delle linee guida nazionali utili alle scuole per l’organizzazione dei percorsi di alternanza, determinando un vuoto a livello di regolamentazione. Fra le carenze a livello normativo spicca l’assenza di strumenti di monitoraggio e valutazione, nonché l’inesistenza ad oggi della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza, nonostante fosse prevista dalla riforma.

L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO IN PUGLIA

Il Ministero dell’Istruzione dopo un anno di alternanza-scuola lavoro ha annunciato i dati come si trattasse di un grande trionfo. La Puglia ad esempio risulta aver fatto grandi passi in avanti raggiungendo il primato tra le Regioni che hanno registrato una crescita maggiore di studenti in alternanza scuola-lavoro raggiungendo addirittura il +478%. Non crediamo però che rispetto all’alternanza ci sia bisogno di dati quantitativi, per quanto emerga da questi che la nostra Regione sia una di quelle che meno aveva sperimentato negli anni passati l’alternanza e chiaramente l’obbligatorietà della stessa ha costretto tantissime scuole ad avviare progetti nell’ultimo anno, tuttavia il successo di questi percorsi va indagato. Queste cifre infatti rimangono sterili se non si approfondisce cosa ogni singolo studente ha fatto durante le ore di alternanza e se quei percorsi siano stati realmente formativi.

Dalla nostra indagine possiamo assumere che le scuole pugliesi si sono trovate completamente impreparate ad organizzare percorsi di alternanza scuola-lavoro, sia da un punto di vista organizzativo, sia da un punto di vista di indirizzo, delegando troppo spesso alle aziende la programmazione dei percorsi di studio in un territorio caratterizzato da piccole e medie imprese che, nella maggior parte dei casi, non hanno le competenze per poter fare formazione. La scarsa attenzione delle istituzioni scolastiche ha spesso causato situazioni di vero e proprio sfruttamento, di violazione dei diritti di base degli studenti e di mancanza di obiettivi formativi.

Per questa ragione riteniamo essenziale la figura del tutor scolastico che dovrebbe essere un punto di riferimento per lo studente e una garanzia della qualità del percorso formativo e didattico dell’alternanza. Eppure più del 25% degli studenti intervistati dichiara di non aver avuto un tutor che lo ha seguito nel percorso. Una mancanza gravissima che ci racconta di una carenza sia da parte delle scuole, che spesso incaricano un docente come tutor per un numero di studenti in alternanza altissimo, fino a 300 studenti, sia da parte delle aziende che spesso non hanno tutor qualificati che possono essere da guida per gli alunni.

A fronte delle tante esperienze critiche vissute dagli studenti, dalla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, alle mansioni spesso dequalificanti che gli sono state richieste, alla impossibilità, ad oggi, di denunciare eventuali soprusi nei luoghi di lavoro, il 41% degli studenti pugliesi ritiene che gli sono stati negati dei diritti che dovrebbero essergli garantiti, non esistendo ancora una statuto che ci tuteli all’interno di questi percorsi. Ben il 97% degli studenti intervistati invece vuole poter determinare il suo percorso di alternanza. Riteniamo questo dato molto significativo perchè dimostra di come oggi vengono intesi i percorsi di alternanza da parte delle scuole, come se fossero attività in cui gli studenti non debbano avere voce in capitolo e su cui, troppo spesso, non debbano essere neanche informati sia sulle attività che andranno a svolgere sia sulla tipologia di aziende coinvolte.

Inoltre, per il 76% degli studenti intervistati l’alternanza scuola-lavoro ha rappresentato una sottrazione di tempo dalla normale attività scolastica. In molti casi infatti l’alternanza non è legata con il percorso di studio e non è integrata con le attività ordinarie determinando ricadute sullo studio curriculare a causa dei tempi delle attività e della grande mole di ore obbligatorie. (soprattutto negli istituti tecnici e professionali).

Uno dei dati più critici risulta essere quello legato all’accessibilità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, percorsi che rientrano nella scuola dell’obbligo e che in quanto tali dovrebbero essere necessariamente gratuiti ed frequentabili da parte di tutti gli studenti. Invece il 35% degli studenti intervistati denuncia il fatto che ha dovuto pagare per poter svolgere alternanza scuola-lavoro biglietti dei mezzi o materiale didattico senza aver mai ricevuto un rimborso da parte della scuola o dell’azienda, causando gravi problemi per tutte quelle persone che hanno già grandi difficoltà a sostenere gli alti costi per poter frequentare la scuola.

Unione degli studenti 24 05 2017


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#alternanzascuolalavoro

Data ultima modifica: 25 maggio 2017