Gianni Rodari: il finale della filastrocca è di una BELLEZZA INARRIVABILE

“Spiegatemi voi dunque, in prosa od in versetti, perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti.”

Questa parte finale della filastrocca di Gianni Rodari intitolata “Il cielo è di tutti” è di una bellezza inarrivabile.

La semplicità della domanda, nella sua limpida purezza, contiene una forte provocazione su cui riflettere: perché le divisioni? Perché i muri? Perché i confini? Perché gli Stati? Perché?

È un tema difficile ed interessante da affrontare in classe anche con i bambini; naturalmente ciò può aver senso solo se la discussione avviene a partire dalle loro esperienze di relazione con i coetanei e con gli adulti.

Qualche giorno fa ci abbiamo provato dopo aver letto la filastrocca di Rodari.

I bambini hanno spiegato le cose importanti per loro e, insieme, abbiamo parlato della bellezza del far fatica (Senza aver fatto un po’ di fatica non si può avere la soddisfazione di imparare qualcosa con la testa, con il corpo e anche col cuore).

Infatti abbiamo concordato che facciamo fatica, qualcuno più qualcuno meno, a dare le nostre cose agli altri ma poi ci accorgiamo che ci piace molto quando gli altri ci mettono a disposizione le loro.

Facciamo fatica, qualcuno più qualcuno meno, ad accogliere nuovi amici ma poi diventiamo curiosi, impariamo nuove cose e ci piace giocare insieme.

Facciamo fatica, qualcuno più qualcuno meno, ad invitare a casa nostra amici diversi ma poi, quando se ne vanno, ci sentiamo soli e non avremmo voluto che andassero via.

Facciamo fatica, qualcuno più qualcuno meno, a metterci d’accordo su nuove regole ma poi ci divertiamo di più a scoprire nuovi modi di giocare e di stare insieme.

Alcuni bambini della classe terza che sto frequentando hanno detto così…

“È più bello stare con gli altri e non stare da soli perché si possono condividere tutte le cose che vuoi.”

“Se tutto fosse di tutti non si litigherebbe e non si farebbe più la guerra.”

“Sarebbe bello se la terra fosse intera come le persone.”

…e a me è venuto da pensare che i loro pensieri assomigliano moltissimo a quelli che sono stati cantati meravigliosamente, anni fa, da John Lennon nell’inno nazionale del pianeta Terra: “Imagine” (I hope someday you’ll join us and the world will be as one).

Anche per questo, auguro a tutti un buon ascolto dei bambini perché “un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili, che accetta e rispetta la divergenza di opinioni e non teme di mettere in discussione le proprie convinzioni e certezze per apprendere soluzioni nuove, creative e condivise” (Marianella Sclavi).

…anche per questo, comunque la pensiate, auguro a tutti buone esplorazioni.

IL CIELO È DI TUTTI di Gianni Rodari

Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi

di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.

È del vecchio, del bambino,

del re, dell’ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa od in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.


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11 ottobre 2017

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