VERSO L’8 MARZO: Rassegna di film

Rassegna Film LA DONNA NELLA RESISTENZA - da mercoledì 28 febbraio 2018 - alle ore 20,45 alla CGIL di Piazza Segesta, 4 a Milano

Desideriamo invitarvi a partecipare alla rassegna di film "LA DONNA NELLA RESISTENZA” – il ruolo ed il contributo delle donne nella Resistenza, organizzata dall’Associazione La Conta, in collaborazione con la Sez. ANPI San Siro diMilano e con la Sez. ANPI A Cazzaniga di Paderno Dugnano MI, che ci sarà, con ingresso ad offerta libera, da mercoledì 28 febbraio 2018 alle ore 20,45 alla CGIL in Piazza Segesta 4, con ingresso da Via Albertinelli 14 (discesa passo carraio) a Milano.

Programma della rassegna

- mercoledì 28 febbraio alle ore 20,45 - L’AGNESE VA A MORIRE di Giuliano Montaldo - presenta la serata Ardemia Oriani.

- mercoledì 14 marzo alle ore 20,45 - DONNE NELLA RESISTENZA di Liliana Cavani - presenta la serata Nunzia Augeri.

- mercoledì 28 marzo alle ore 20,45 - JOVANKA E LE ALTRE di Martin Ritt - presenta la serata Rita Magnani.

- mercoledì 11 aprile alle ore 20,45 – BANDITE di Alessia Proietti, presenta la serata una studiosa dell’Associazione La Conta

Quattro film splendidi, per contribuire a conoscere meglio la nostra storia ed i nostri giorni, presentati da protagoniste della Resistenza di oggi.

L’AGNESE VA A MORIRE - di Giuliano Montaldo - Italia - 1960 con Ingrid Thulin, Michele Placido ecc.

Agnese, lavandaia della bassa Emilia, vive silenziosamente accanto a Paolo Palita, pressoché immobilizzato nel fisico, ma tipo di marxista indomito. Quando i Tedeschi le portano via il marito, che morirà in un bombardamento nel corso del trasferimento verso la Germania, Agnese si sente nella veste di partigiana; uccide un tedesco con il calcio del fucile; raggiunge un gruppo partigiano e ne diviene nel contempo la vivandiera e la "mamma". Per quanto illetterata, Mamma Agnese dimostra equilibrio e molto buon senso. Cosi’, poco alla volta, le affidano compiti organizzativi importanti e le danno donne-staffette: non di rado, inoltre, alcuni casi umani vengono risolti in base alle sue timide osservazioni. Quando, nell’ultimo duro inverno, un gruppo di partigiani viene tradito e sterminato da Tedeschi appostati lungo il percorso che dovrebbe portarli oltre le linee, Agnese disobbedisce al Capo nascondendo in casa i superstiti; rischia l’espulsione ma finisce reintegrata. Mentre si avvia verso il luogo di una missione, incappa in un posto di blocco. Un ufficiale, compagno di quello ucciso dalla partigiana, la riconosce e la uccide immediatamente.

DONNE NELLA RESISTENZA – di Liliana Cavani, Italia, 1965.

Questo bellissimo documentario e di grande commozione è stato commissionato alla regista in occasione del ventesimo anniversario della Liberazione. E’ composto da una serie di interviste a donne che hanno partecipato alla Resistenza. Bisogna ricordare che in quegli anni la presenza femminile nel movimento di liberazione era ancora ritenuta dagli storici marginale benché molto importante. E’ con la Resistenza taciuta di Rachele Farina e di Anna Maria Bruzzone che questa presenza acquista tutta la sua evidenza.

Il documentario quindi precede questa scoperta della storiografia. Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Modena, Vicenza, Belluno, Bergamo, Brescia, Milano, Novara, Cuneo, Torino: l’inchiesta si propone di puntualizzare , attraverso una serie di interviste, il significato e la portata dell’adesione delle donne italiane alla lotta contro i nazisti e i fascisti, dall’estate 1943 all’aprile 1945. Queste donne sono state staffette, responsabili anche di alto livello, oltre che sorelle, mogli, amiche di caduti e prigionieri.

Nel documentario si scopre che la liberazione di Pertini da Regina Coeli è stata organizzata da Marcella Monaco, moglie del medico del carcere. E’ altrettanto interessante il modo di raccontare atti che si definirebbero di estremo coraggio, con la semplicità dovuta alla consapevolezza che essi non sono essenziali per la definizione di sè, perchè l’eroismo è la capacità responsabile di agire giorno per giorno per il bene di coloro a cui riconosciamo la nostra stessa umanità. Non è l’atto riconosciuto come eroico che rende eroi, ma l’eroismo quotidiano.

Testimonianze di Germana Boldrini ( Bologna), Norma Barbolini (Modena), Adriana Locatelli (Bergamo), Gilda Larocca (Firenze), Tosca Bucarelli (Firenze), Marcella Monaco (Roma), Maria Giraudo, Anna Maria Enriques Agnoletti e sua madre, Suor Gaetana del carcere di Santa Verdiana (Firenze), Maria Montuoro (Milano).

JOVANKA E LE ALTRE - di Martin Ritt - Italia 1959 con Silvana Mangano, Jeanne Moreau ecc.

In una regione della Jugoslavia, occupata dai tedeschi, un gruppo di partigiani lotta contro l’invasore e punisce duramente i cittadini che fraternizzano col nemico. Quando scoprono che cinque delle loro donne hanno avuto rapporti sentimentali con un sergente tedesco, i partigiani, dopo aver ferito quest’ultimo, sottopongono le ragazze alla tosatura e le cacciano dal paese. Le cinque ragazze, capeggiate da Jovanka, che si rivela la più risoluta ed audace, sono costrette ad errare per la regione devastata dal nemico, senza sapere a chi rivolgersi per aiuto. Venute casualmente in possesso di alcune armi, le donne s’uniscono ai partigiani in uno scontro a fuoco con i tedeschi, che sono costretti a fuggire lasciando prigioniero un loro ufficiale. Jovanka, che in cuor suo odia la guerra, non vorrebbe restare con i partigiani, ma per procurare una certa protezione ad una sua compagna che aspetta un bambino, fa violenza ai propri sentimenti e decide di unirsi agli uomini. Nelle file dei partigiani vige una ferrea disciplina e sono soprattutto vietati i rapporti sentimentali; così una delle ragazze, sorpresa mentre s’intrattiene con un giovane, che per lei ha lasciato il suo posto, viene fucilata insieme a lui dopo un sommario processo. La più giovane dà alla luce un bambino: un’altra è costretta ad uccidere un prigioniero tedesco, del quale s’era innamorata, quando questi tenta di fuggire. Jovanka partecipa ad un colpo di mano contro i tedeschi, a Zagabria, durante una cerimonia nazista: la lotta violentissima causa gravi perdite da ambo le parti, e alla fine i partigiani sono costretti a ripiegare, fuggendo verso i monti. Jovanka e Velko, il capo dei partigiani, si sacrificano per coprire la ritirata dei compagni.

BANDITE di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini, Italia 2009,

Nel contesto della Resistenza italiana, il film-documentario indaga l’esperienza delle donne che dal ’43 al ’45 hanno combattuto nelle formazioni partigiane, rivoluzionando il loro ruolo tradizionale e divenendo protagoniste della storia. In un racconto corale, donne di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche, esprimono attraverso le interviste la consapevolezza di una lotta che va oltre la liberazione dal nazifascismo e che segna un momento decisivo nel percorso di emancipazione femminile. Il vissuto di queste donne ribelli si intreccia agli interventi delle storiche che ne sostengono la trama con le loro analisi e indagini di genere, alle pubblicazioni clandestine dell’epoca e alle immagini di repertorio, delineando così il contesto storico in cui quella lotta si è sviluppata e il riflesso di essa nel mondo attuale. Le partigiane hanno dato vita alla Repubblica, conquistato la cittadinanza, ma la piena uguaglianza, le pari opportunità, gli obiettivi da esse perseguiti si possono veramente ritenere raggiunti?

Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica alle iniziative di cui sopra e/o diffondere le stesse tra le persone che possono esservi interessate.Vi ringraziamo in anticipo.

Ciao,

Associazione "La Conta

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Data ultima modifica: 25 febbraio 2018