USI CIVICI: L’ESPERIENZA PARTENOPEA E LE CONTRADDIZIONI MILANESI


- giovedì 22 marzo dalle ore 17:00 alle ore 19:30 Università degli Studi di Milano Via Festa del Perdono 7, 20122 Milano

In questo primo incontro sui beni comuni si darà ampio spazio al racconto storico delle vicende politiche che hanno dato vita al modello partenopeo: dalle prime riflessioni nate in seno ad un’esperienza di movimento fino al riconoscimento istituzionale degli usi civici dei beni comuni e ad una nuova categoria giuridica. Un percorso politico che ci verrà raccontato dalla dott.ssa Chiara Colasurdo, giuslavorista, ricercatrice indipendente e attivista dell’ Ex-Asilo Filangieri, e che verrà integrato da un contributo video dell’attuale Assessore al diritto alla città, ai beni comuni e all’urbanistica di Napoli Carmine Piscopo.

Per ciò che concerne il contesto milanese invece Diego Weisz ci racconterà del percorso intrapreso da Macao in questi anni: dalle difficoltà incontrate alle strategie adottate per avvicinarsi ad una delibera che riportasse sostanzialmente i contenuti di quella napoletana.

Da un punto di vista storico i beni comuni hanno da sempre fatto parte dell’immaginario collettivo: dai “principi del foro” della Roma repubblicana, passando attraverso le riflessioni di Rousseau, Proudhon e il Marx dell’accumulazione originaria fino ad intersecarsi con la cultura giuridica del nostro paese. Da Vittorio Scialoja alla definizione data dalla Commissione Rodotà del 2007 ed il riconoscimento dei “beni comuni” nel novero delle categorie del nostro diritto positivo (al di là della dimensione pubblico-privatistica).

Dal lavoro compiuto nel 2007 in sede di commissione ministeriale e nell’ambito della costruzione di una più moderna normativa di riforma del codice civile, emerge una definizione che ancora oggi è in grado di orientare le lotte e le battaglie politiche che si muovono in questa direzione:

«Sono beni che non rientrano stricto sensu nella specie dei beni pubblici, poiché sono a titolarità diffusa, potendo appartenere non solo a persone pubbliche, ma anche a privati. Ne fanno parte, essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali, ambientali».

Si era poi prevista «una disciplina particolarmente garantistica di tali beni, idonea a nobilitarli, a rafforzarne la tutela, a garantirne in ogni caso la fruizione collettiva, da parte di tutti i consociati, compatibilmente con l’esigenza prioritaria della loro preservazione a vantaggio delle generazioni future. In particolare, la possibilità di loro concessione a privati è limitata. La tutela risarcitoria e la tutela restitutoria spettano allo Stato. La tutela inibitoria spetta a chiunque possa fruire delle utilità dei beni comuni in quanto titolare del corrispondente diritto soggettivo alla loro fruizione».

Al di là dei riferimenti più teorici, legati anche alla nostra tradizione costituzionale, è pur sempre il contesto politico a determinare il rapporto tra il popolo e i beni necessari alla sua vita e alla sua riproduzione, a dettarne le condizioni d’uso e di governo. Memori dell’eredità giuridica che l’esperienza partenopea sta accumulando in questi anni - caso unico per quanto riguarda le possibilità politiche di sperimentazione e di attuazione - abbiamo pensato di costruire un ciclo interdisciplinare di conferenze che raccolga e dipinga il contesto politico, economico, socio-antropologico e giuridico-filosofico nel quale i “beni comuni” stanno prendendo forma, cimentandosi con la prassi quotidiana e le sue complessità.

Nei 4 incontri che organizzeremo daremo spazio a diverse voci, a teorici e militanti, a docenti universitari e ricercatori, per cercare di inquadrare al meglio una vertenza, una lotta che potrebbe ridefinire l’insieme di relazioni formali ed informali che orientano e determinano la vita collettiva della società nel suo insieme e nelle modalità con cui si governa.

LUME - Laboratorio Universitario MEtropolitano


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Data ultima modifica: 19 marzo 2018