CUBA: 51% bilancio a Istruzione e Sanità

Nel bilancio dello Stato per il 2019 la priorità è sostenere i servizi di base per la popolazione, le politiche sociali, la difesa del paese e l’ordine interno, nonché i programmi di sviluppo delle province e dei comuni. Oltre il 50% delle spese sarà investito in salute ed istruzione.

Ecco i punti chiave del progetto di bilancio per il 2019:

• Il PIL crescerà del 4% rispetto al 2018.

• Le entrate fiscali contribuiscono al 74% sul totale delle entrate in bilancio, a causa dell’applicazione di tasse, imposte e contributi.

• Le forme di gestione non statale partecipano al 13% del reddito totale del bilancio.

• La spesa per lo sviluppo locale cresce del 15%.

• La spesa generale cresce del 2% rispetto al 2018, ammonta a 38 miliardi di pesos e garantisce i programmi prioritari e i servizi di base della popolazione cubana.

• La salute e l’istruzione rappresentano il 51% della spesa prevista, pari a 19 miliardi e 830 milioni di pesos.

• Le spese del paese dovrebbero diminuire dello 0,7% che, insieme alla crescita dei ricavi, comporteranno una riduzione del deficit fiscale del 31,2%, il che significherebbe circa 6.187 milioni di pesos.

E’ davvero una dittatura ferocissima, quella che destina il 51% del proprio bilancio annuale a istruzione e sanità; naturalmente pubbliche e gratuite. Ed è davvero un campione della libertà quel paese – come per esempio l’Italia – che da 30 anni taglia costantemente le spese in questi due settori, consegnando sempre di più la salute della popolazione alla fame di profitto della medicina privata; o la formazione delle nuove generazioni alle costosissime scuole ed università private.

Sono due considerazioni spicciole, lo sappiamo, ma che vengono subito alla mente analizzando la distribuzione della spesa pubblica nella legge di bilancio di Cuba.

Il 27,5% è destinato alla sanità e all’assistenza sociale (da noi solo il 6,6%); il 23,7% all’educazione (l’Italia appena il 3,9%). Si comprende che per lo Stato italiano conoscenze e salute della popolazione non sono affatto una priorità, mentre per il “terribile” Stato cubano sì.

Idem per le spese destinate all’amministrazione pubblica e alla Difesa (complessivamente il 18,5%), nonostante Cuba sia un paese sotto assedio dal 1959…

Il 17,2% va alla sicurezza sociale (che non è certo la polizia, ma sussidi, pensioni, ecc). E addirittura il 4,6% alla cultura e allo sport.

Che dire? La distribuzione della spesa pubblica è il migliore indicatore delle priorità di un governo. E il confronto con la spesa italiana è addirittura impietoso. Qui la parte più debole della popolazione è avvertita come un “peso” da cui scaricarsi; i lavoratori una risorsa da strizzare fino all’ultima goccia di energia; la malattia un’”occasione” per far fare soldi, ecc.

Sarà un paese povero, Cuba, ma di certo il suo bilancio parla una lingua sconosciuta ai “biforcuti” di casa nostra…

da CONTROPIANO.ORG

Data ultima modifica: 19 gennaio 2019