Belgio: 12.500 giovani studenti protestano per il clima

More than 12.500 youngsters protesting in the street of Brussels for the climate. They’re demanding action from our politicians under the slogan: "Respect existence or expect resistance"

Più di 12.500 giovani che protestano per la strada di Bruxelles per il clima. Chiedono l’azione dei nostri politici con lo slogan: "Rispetta l’esistenza o aspettati resistenza"

«Cambiate politica, non il clima». Migliaia di studenti in piazza a Bruxelles

La prima manifestazione c’era stata il 10 gennaio e aveva raccolto circa 3.000 studenti, ma ieri il centro di Bruxelles è stato invaso da oltre 12.500 ragazzi e ragazze, francofoni e fiamminghi, che hanno scioperato per partecipare alla marcia per il clima organizzata da Youth for Climate.

Dopo le manifestazioni di massa dei giovani per il clima in Australia (paragonate per adesioni e intensità a quelle contro la guerra del Vietnam degli anni ’70). Le marce per il clima negli Usa e gli scioperi per il clima in molti Paesi europei, la protesta climatica dei giovani è arrivata nel cuore politico dell’Unione europea e i giovani reclamano politiche nazionali e comunitarie più ambiziose in materia di azione climatica, energie rinnovabili, difesa della biodiversità ed economia circolare.

A Greenpeace Belgique spiegano che «L’iniziativa è partita da due ragazze di Anversa, Anuna e Kyra, che, la settimana scorsa hanno deciso di saltare le lezioni per andare a manifestare contro l’inerzia climatica. Alla fine, si sono uniti a loro circa 3,000 altri giovani che, tutti insieme, hanno protestato nelle strade della capitale giovedi scorso. La loro motivazione: far sentire le loro voci per chiedere più azione da parte dei nostri politici. Il loro obiettivo: ripetere l’iniziativa tutti i giovedi fino a quando non l’avranno capita!»

Come ha detto a Matin Premier Piero Armand, uno dei giovani che sfilavano per le vie di Bruxelles, «Quando il giovani si mobilitano. Questo ha molto più impatto sulla società e sulle decisioni politiche, perché è il nostro avvenire che è in gioco».

Gli slogan scritti sui cartelli parlavano il linguaggio di un problema globale: “We love planet earth. What about you? Save me!” oppure “Don’t Trump our planet. Climate justice now”, “There is no planet B”, “make love not CO2” o “bla bla bla, act now” e “Change the politics, not climate”,

I giovani belgi, come quelli del resto del mondo, si rivolgono direttamente ai politici (di governo e di opposizione) perché assicurino loro un futuro e chiedono in ogni Paese un Piano climatico certo e che abbia l’ambizione di limitare il riscaldamento climatico al di sotto degli 1,5° C.

Il corteo dei giovani, partito dalla stazione centrale di Bruxelles, ha sfilato nelle vie della capitale belga tra gli applausi e gli incoraggiamenti degli adulti e i ragazzi e le ragazze, entusiasti e positivi hanno detto di non temere “rappresaglie” dalle scuole e di essere sostenuti sia dai loro genitori che da molti insegnanti. Per diversi ragazzi/e era la prima manifestazione alla quale partecipavano.

Greenpeace Belgique che segue da vicino le manifestazioni ma non le organizza in alcun modo, dicono: «Speriamo che questi giovani riescano a riscaldare i nostri politici, particolarmente glaciali rispetto a tutte le scelte climatiche. Per ricordargliele, il 2 dicembre circa 75.000 persone hanno sfilato nelle vie di Bruxelles, sfidando la pioggia e il freddo per reclamare una politica climatica ambiziosa e giusta. In un primo tempo, l’azione sembrava aver portato i suoi frutti, perché la sera stessa il nostro primo ministro e sembrato sostenere il movimento e ha promesso degli obiettivi ambiziosi. Che delusione, quindi, quando, due giorni più tardi, durante il Consiglio dei ministri europei, il Belgio ha votato contro dei nuovi ambiziosi obiettivi europei in materia di efficienza energetica. E anche a Katowice, dove ha avuto luogo il summit della Nazioni Unite sul clima, il Belgio ha brillato per mancanza di ambizione climatica, rifiutandosi di sostenere un’ampia coalizione di Paesi favorevoli a piani climatici più ambiziosi».

Greenpeace Belgique conclude: «Il meno che si possa dire, è che nel 2018 il Belgio ha brillato per la sua mancanza di ambizione climatica. I nostri leader ascolteranno i nuovi appelli, soprattutto quelli lanciati da questi giovani, per prendere infine le misure che si impongono? E’ questo l’impegno che Greenpeace si assume per il 2019. E sosterremo massicciamente questi giovani che si mobilitano, così come i cittadini che si sono dati appuntamento per il 27 gennaio per una nuova marcia per il clima».

Un articolo su greenreport.it 18 01 2019

agg.to 01 02 2019: In Belgio la protesta verde non si ferma

Data ultima modifica: 6 febbraio 2019