MILANO: LA GIRANDOLA DEI PROF

Un genitore racconta l’incredibile girandola di presidi e di prof in una classe (e la continuità didattica?). Non è un caso unico, a Milano manca ancora un docente su quattro. eppure il dirigente scolastico a me fa simpatia: spiega che è difficile, si assume - raro di questi tempi - la responsabilità, chiede alle famiglie di dargli fiducia. ecco: se uno chiede fiducia vuole dire che ci sta provando. e io la fiducia gliela do.

***** «Continuità didattica, questa sconosciuta. Resoconto semiserio di un nuovo anno scolastico».

Inizia così la lettera scritta da alcuni genitori del Tito Livio, uno degli storici licei classici della città, da sempre considerato tra i migliori. Il quadro che ne esce è a dir poco «dinamico», con una girandola quasi surreale di presidi e prof che si avvicendano. E il caso non è certo unico.

A Milano manca ancora un docente su quattro, stimano i sindacati, con situazioni critiche in particolare alle superiori. Docenti che arrivano e se ne vanno subito, cattedre «rette da fantasmi», contabilità organizzative «poco umane». Nella lettera una mamma racconta.

«Mio figlio frequenta la 2M del Tito Livio, liceo che avevamo scelto dopo ottime esperienze dei fratelli. Speravamo di continuare senza scossoni il discreto cammino intrapreso l’anno scorso. Errore!».

Primo giorno: «Cambio di dirigente, il terzo in due anni. E cambio degli insegnanti di greco (non capiremo mai la disgiunzione di cattedra con il latino), geostoria (che fine triste per queste due gloriose materie accorpate), matematica (a giugno l’insegnante era certa di rimanere e invece...), e infine educazione motoria. «Allarmati pensiamo che per fortuna la professoressa di latino e italiano è di ruolo e con lei i ragazzi proseguiranno l’ottimo lavoro. Di nuovo errore!».

Ironico ma puntuale, il racconto prosegue. La cattedra d’italiano e latino viene disgiunta e, nonostante il rammarico della docente, le viene tolto italiano. Greco viene assegnato ad altra risorsa interna. Siamo solo al terzo giorno: «Si presenta il nuovo professore di geostoria. La cattedra d’italiano è scoperta, si attende dall’Ufficio scolastico regionale nuova assegnazione».

Colpo di scena al quarto giorno. Il nuovo professore di geostoria sparisce: assegnato ad altra classe.

Quinto giorno: «Altro giro altro regalo, il prof di greco appena arrivato, a sua insaputa, si prende pure geostoria. Epilogo: oggi (ieri per chi legge) finalmente arriva la nuova docente d’italiano. È incinta. Tra due mesi andrà in maternità, evviva».

Ma il domino non si riesce ad arginare?, si interrogano i genitori: «Il manzoniano “sugo della storia” è che questo inizio di anno somiglia al Monopoli, pieno di imprevisti turni persi pochi guadagni..».

L’altra faccia della medaglia però è nota. L’Ufficio scolastico provinciale e le scuole procedono con nomine a tempo record, con 40 mila supplenti già al lavoro e tutti i presidi in servizio, uno per ogni istituto, come non si vedeva da anni, a chiudere l’era delle reggenze part time.

Risponde il dirigente Giorgio Galanti, appena arrivato al Tito Livio «Le proteste mi paiono frettolose, la scuola è iniziata solo da dieci giorni. La continuità didattica è un valore da preservare, e su questo non ci piove.

Purtroppo però a volte non si riesce. Ci sono vincoli stringenti. Dobbiamo rispettare le graduatorie, il monte ore massimo dei docenti. Quanto alle materie divise come il greco e latino, in vista della maturità nuova si è scelto di privilegiare il diritto all’unico prof nel triennio. Infine da quest’anno il liceo ha anche una succursale, all’interno del Galilei, in via Gozzadini, per il coreutico. Gestire i professori sui due edifici lontani non è uno scherzo. Io garantisco il massimo e completo impegno. Ai genitori — conclude il preside — chiedo fiducia».

Un articolo di Elisabetta Andreis

per saperne di più: Scuola: nelle classi mancano 130.000 prof

Data ultima modifica: 30 settembre 2019