Vorrei parlarvi di quel bambino

Vorrei parlarvi di quel bambino che è stato ritrovato morto nel vano del carrello di un aereo partito dalla Costa d’Avorio e atterrato ieri mattina a Parigi.

Vorrei parlarvi dei suoi occhi chiusi e della sua paura folle mentre l’aereo prendeva velocità e decollava in un rumore assordante e terrorizzante.

Vorrei parlarvi del buio profondo in cui si è trovato al rientro del carrello.

Vorrei parlarvi della sua difficoltà nel respirare mentre l’aereo si innalzava sempre di più nel cielo meravigliosamente blu.

Vorrei parlarvi del freddo sempre più intenso e insopportabile e della sua voglia infinita di essere abbracciato, coccolato e riscaldato da qualcuno.

Vorrei parlarvi dello schifo profondo di un mondo che permette che succedano simili atrocità.

Dicono che avesse circa dieci anni quel bambino.

La stessa età delle mie bambine e dei miei bambini.

A cui, stamattina, dedicherò un bacio e una carezza speciale.

Lo stesso bacio e la stessa carezza che avrei voluto dare a quel bambino.

Permettendogli di addormentarsi al sicuro tra le mie braccia.

Parliamo di questo bambino.

Continuiamo a parlarne.

Perché un bambino, ogni bambino, è come un figlio.

Non dimentichiamolo mai...

dalla rete Paolo Limonta maestro elementare 09 01 2020

Beatrice Tamborini Questa è una delle tante terribili storie di bambini che occupano per un giorno le pagine di un giornale. Poi ci sono quelle che non conosceremo mai. 😢per questo ogni giorno dobbiamo fare la differenza come insegnanti, come uomini e come donne!

Sergio Iosca Vorrei parlarvi del mondo che sta andando a rotoli e che siamo noi, solo noi e proprio noi, ognuno nel suo piccolo che possiamo impedirlo.

Un articolo di Marina Corradi: quel bimbo senza carezze

Data ultima modifica: 9 gennaio 2020