La formazione docenti sulla sostenibilità ambientale la farà Eni. Gli ambientalisti: che senso ha?

La formazione docenti sulla sostenibilità ambientale la farà Eni. Gli ambientalisti: che senso ha?

Con l’entrata in vigore della legge 92/2019, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, l’educazione civica diventerà materia di studio obbligatoria con 33 ore complessive di lezione da svolgere in classe. L’articolo 2 della legge precisa che «L’educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona».

Per questo, «Con l’obiettivo di fornire ai docenti contenuti legati alla nuova esigenza», il 12 dicembre 2019 Associazione Nazionale Presidi (ANP) ed Eni hanno firmato lo un protocollo d’intesa che prevede che a partire dal 21 gennaio 2020 «ANP e ENI organizzano in tutta Italia dei Seminari su tematiche ambientali per affiancare le scuole e formare i docenti supportandone la capacità progettuale. L’esperienza di Eni nell’ambito della sostenibilità ambientale consentirà di fornire informazioni e percorsi di approfondimento aggiornati e puntuali. ANP con le proprie strutture è presente su tutto il territorio nazionale ed è in grado di raggiungere in maniera capillare ogni ordine e grado di scuole. Cambiamento climatico, efficienza energetica, rifiuti e bonifiche, saranno i quattro macro temi trattati dagli esperti Eni».

I seminari sono iniziati a Roma 21 gennaio e continueranno a Milano il 28 gennaio (in diretta streaming sul sito ANP), Bologna il 29 gennaio 2020, Cuneo il 12 febbraio, Napoli il 17 febbraio, Ancona il 19 febbraio, Bari il 20 febbraio, Palermo il 25 febbraio.

L’ANP precisa che «Successivamente alla conclusione del ciclo di Seminari i partecipanti potranno liberamente accedere a materiali, approfondimenti e percorsi didattici».

Un accordo che ha sorpreso Greenpeace, Kyoto Club e Legambiente che, in un comunicato congiunto manifestano tutta la loro preoccupazione:

«Appare paradossale che sia proprio l’Eni, che ha responsabilità non irrilevanti proprio su due dei temi che riguarderanno le attività di insegnamento, “cambiamenti climatici” e “territori da bonificare”, ad essere chiamata dai Presidi a svolgere un ruolo chiave in questo percorso formativo. Percorso che, invece, dovrebbe essere svolto da soggetti terzi, rappresentanti degli interessi collettivi e non di un’azienda privata che, non solo fa profitti sfruttando i fossili – di cui si dovrebbe ridurre drasticamente il consumo, se vogliamo evitare l’aumento esponenziale delle temperature nel nostro Pianeta – ma che, in questi anni è stata responsabile di grandi impatti ambientali sul nostro territorio. Greenpeace, Kyoto Club e Legambiente ricordano la recente vicenda di pubblicità ingannevole che ha coinvolto proprio Eni, che è stata sanzionata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole: in uno spot, infatti, definiva “green” il suo diesel+ altamente inquinante».

Le tre Associazioni ambientaliste esprimono perplessità anche sul fatto che «una modifica normativa, in vigore da settembre 2019, venga utilizzata, in questo momento storico così importante per il futuro del nostro Pianeta, per fare pubblicità nelle scuole a un’azienda peraltro così impattante proprio su quegli stessi argomenti».

Per questo Greenpeace, Kyoto Club e Legambiente invitano l’Associazione Nazionale dei Presidi «a ripensarci e a rivolgersi piuttosto a chi ha maturato una notevole esperienza nel settore e quindi sia in grado di svolgere tali programmi didattici».

24 01 2020 greenreport.it

Data ultima modifica: 31 gennaio 2020