Comune Milano: dipendenti cooperative a rischio stipendio pieno

Gli Educatori che si occupano del sostegno per i Bambini diversamente abili, servizio esternalizzato nei Nidi e nelle Scuole del Comune di Milano, sono dipendenti delle Cooperative. I Nidi e le Scuole Comunali sono chiusi per l’emergenza coronavirus e questi Lavoratori sono impossibilitati a svolgere il loro lavoro, ma il loro stipendio non è garantito. CGIL-CISL-UIL hanno stipulato una serie di accordi per l’attivazione del Fondo di Integrazione salariale (FIS), che copre solo l’80% della retribuzione ed è ad esaurimento.

USB dice VOGLIAMO il 100%. Questi Lavoratori lavorano nel pubblico e per i Servizi Pubblici e debbono avere gli stessi diritti normativi e salariali del Personale dipendente del Comune e allora vale il principio “stesso lavoro, stesso salario”. Non è una loro scelta stare a casa dal lavoro ma sono stati costretti dall’emergenza che sta attraversando il Paese. Gli Enti committenti (i Comuni) hanno già stanziato i fondi per il servizio sulla base della spesa previsionale, chiediamo e vogliamo che quei fondi vadano a chi spettano: alle Lavoratrici e ai Lavoratori delle Cooperative.

I Comuni debbono prendersi la responsabilità di garantire loro salario e reddito. Gli Educatori delle Cooperative svolgono un Servizio Pubblico, che è stato esternalizzato a causa di una politica liberista e scellerata che ha raccontato per anni che il pubblico è inefficace contrariamente al privato. La realtà dei fatti è che privatizzando i Servizi Pubblici si lucra sulla pelle dei Lavoratori e questa vicenda ne è l’ennesima dimostrazione.

Da sempre USB lotta per la reinternalizzazione dei Servizi Pubblici affidati ai privati, come dimostra la lotta vincente degli ex-LSU. Chiediamo con forza la reinternalizzazione di questo servizio e di questi Lavoratori anche attraverso il doveroso riconoscimento dei loro anni di lavoro e che la loro retribuzione sia subito corrisposta al 100%.

Comunicato USB Lombardia 09 03 2020

Data ultima modifica: 11 marzo 2020