"Amore ai tempi del colera" Valutazione ai tempi del corona.

"Amore ai tempi del colera" Valutazione ai tempi del corona.

Marquez racconta l’attesa di un amore che sembrava perso. Anche io dovrò raccontare l’attesa dei miei piccoli amori, di tutti quei piccoli cuccioli di sette anni che non hanno connessioni sufficienti per collegarsi in video.

Di tutti coloro che a casa possiedono solo un cellulare ma non un pc o un tablet, Di tutte quelle bambine e bambini che alle spalle hanno famiglie in lotta per la vita, per le quali : "la scuola è un tuo compito, io non ho la forza ne’ la capacità di aiutarti, non parlo nemmeno la lingua delle tue maestre, non le capisco, quando mi telefonano per sapere se hai bisogno di aiuto, io so solo rispondere, no D. non è in Cina".

Così a quel dolcissimo D. che al telefono sa solo rispondere con un entusiasmo commovente e con quell’accento buffo che lo caratterizza Manuela, sì Manuela e lo ripete per tutto il tempo della telefonata.

Quel mio alunno che non farà nessun esercizio, che probabilmente non si collegherà mai in video con i suoi compagni, dovrà essere valutato, Eppure vorrei tanto valutare quanto la didattica a distanza mette in evidenza le differenze sociali-economiche e culturali dell famiglie! e prenderebbe sicuramente un pessimo voto.

Questa emergenza ha nei risvolti delle sue tasche la scuola di classe, Quella che molti di noi hanno creduto di poter contribuire a superare.

La sfida più importante la Scuola dovrà affrontarla a Settembre, quando torneranno alunni che hanno perso la madre o il padre, che hanno fatto i conti tra la diversità dei mezzi, non solo tecnologici, della loro famiglia con quelle di compagni che hanno avuto al loro fianco mamme e papà che li hanno aiutati a tener vivo l’ impegno scolastico e che sono stati capaci di garantire i collegamenti informatici necessari. Già perchè in questa situazione l’appartenenza di classe l’hanno vissuta sulla loro pelle proprio le bambine e i bambini, ma la tristezza è che si sono accorti che non sono la loro casa, la loro auto, i loro vestiti o le feste di compleanno ad essere più modesti di altri. No è la loro possibilità di emanciparsi che, in questa situazione più che mai, è modesta.

Di cosa avrà bisogno la Scuola per affrontare tutto questo?

La risposta è molto semplice, delTempo Pieno, delle compresenze, di una didattica che torni ad essere laboratoriale, attiva, multidisciplinare del lavoro realmente collegiale dei docenti. Ora più che mai, la Scuola dovrà avere gli strumenti, le risorse e l’attenzione necessaria per tornare ad essere quella possibilità di riscatto a cui la Scuola è chiamata dalla Costituzione.

Manuela Gallina maestra Milano 03 04 2020

Data ultima modifica: 3 aprile 2020