Orari ridotti, cattedre scoperte: la prima della scuola

Per la prima volta dopo l’emergenza Covid ieri mattina centinaia di studenti milanesi sono scesi in piazza, insieme a docenti precari e sindacati di base, per il corteo di protesta «Curiamo la scuola», animato da numerose sigle e collettivi: da Cub e Cobas a Uds, i ragazzi di Fridays for Future, il movimento Priorità alla scuola. Partiti da largo Cairoli, i manifestanti hanno inscenato un «funerale dell’istruzione» in piazza Duomo, con tanto di bare di cartone. Bianca Asadi, 18 anni ieri era in testa al corteo a chiedere investimenti per la scuola. «In questo primo mese abbiamo raccolto testimonianze unanimi dal centro alla periferia. La prima cosa da fare è recuperare spazi, per non costringere nessuno alla didattica a distanza, che crea disuguaglianze. Gli spazi a Milano non mancano, a cominciare dalle ex caserme: destiniamoli alla scuola» dice. Gabriele Mordini, 22 anni, di Fridays for future, chiede «una scuola nuova e aggiornata, dove si studi anche l’ecologia».

Una protesta a cui ne seguiranno altre, assicura l’Unione degli Studenti, «per una scuola pubblica aperta, sicura, di qualità». Manuel Vulcano da dieci anni insegna storia e filosofia e quest’anno è ancora in attesa di una chiamata: «Il dramma è che ci sono tanti docenti precari a casa e nelle scuole cattedre vuote. Oggi rivendichiamo insieme agli studenti una scuola migliore: un paese che non investe sulla scuola è un Paese finito». «Nell’istituto dove insegno a Monza ci sono almeno 40 posti vacanti» è la testimonianza di Carmen Marra, insegnante d’inglese. A due settimane dalla prima campanella restano tante le questioni aperte. La prima è il ritardo nell’avvio del tempo pieno: l’organico ancora incompleto costringe diverse scuole a prolungare l’orario ridotto fino al 2 ottobre. È il caso, ad esempio dell’Istituto comprensivo (Ic) Galvani, della scuola primaria di via Quadronno, del Thouar Gonzaga, dove si uscirà da lunedì subito dopo pranzo, come all’Ic Borsi a Trenno. E, ancora, dell’Ic Scarpa, delle primarie dell’Ic Maniago, dell’Ic Cabrini, del Cantù di via dei Braschi, dove si uscirà fra le 12.30 e le 13.

Nel frattempo, dopo la sistemazione degli errori nelle graduatorie provinciali, sono partite le convocazioni dei docenti da parte dell’Ufficio Scolastico di Milano, per affidare gli incarichi annuali: tutto avviene in via telematica. Il sistema invierà al candidato l’indirizzo della scuola associata dove dovrà presentarsi lunedì (martedì per le superiori). Prima dell’incarico, la scuola farà un’ulteriore verifica per la validazione del punteggio. «In Lombardia abbiamo circa 12 mila posti da coprire. Se, verso mercoledì, scopriremo che circa 8-9 mila hanno accettato gli incarichi, significa che la situazione si sta normalizzando. In caso contrario sarà un disastro. A cui si aggiunge la carenza dei docenti di sostegno» dice Massimiliano Sambruna della Cisl Scuola.

Nomine da un lato, carenza di spazi dall’altro. Proseguono i cantieri per la costruzione dei moduli acquistati dal Comune. Il primo, sistemato in via Pizzigoni, è pronto e gli alunni dovrebbero cominciare le lezioni al suo interno nella prossima settimana. È cominciata la costruzione anche in via Gallarate, Cilea e Rasori, poi apriranno i cantieri più «difficili»: sei moduli per via Gattamelata e via Narcisi (10 moduli). Scuole e Covid: ieri a Rosate, nel Milanese, sono stati accertati due casi di Covid alle elementari e alle medie. La situazione è sotto controllo.

A questo proposito ha raccolto oltre 1.700 firme la petizione promossa da «Non uno di meno» per chiedere presidi medici nelle scuole. Una scelta appena annunciata da Regione Toscana e Lazio.

26 settembre 2020 | Corriere della Sera - Giovanna Maria Fagnani

Data ultima modifica: 28 settembre 2020